Toscana
banche
Emendamento dei 5 Stelle per impedire l'incorporazione di Mps da parte di Unicredit
◗
La sede del Monte dei Paschi, in piazza SalimbeniIl sottosegretario all'Economia, Alessio Villarosa: "Da parte nostra massima contrarietà all'operazione"
2 MINUTI DI LETTURA
SIENA. Il Movimento 5 Stelle va in pressing su Mps e per evitare un salvataggio targato Unicredit presenta un emendamento alla Legge di Bilancio per mettere un tetto di 500 milioni alle Dta, le imposte anticipate trasformabili in crediti fiscali.
"Sono sempre più diffuse le notizie stampa relative alla possibile fusione di Mps con un altro istituto di credito sulla base di uno schema simile a quello utilizzato per Banca Intesa e le banche venete. Il M5S, nelle opportune sedi parlamentari, ha già avuto modo di chiarire la sua contrarietà a questa tipologia di intervento" ha sottolineato il sottosegretario all'Economia, Alessio Villarosa, facendo riferimento, come modello da non ripetere, quello usato per il salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca per le quali Intesa aveva pagato un prezzo simbolico di 1 euro.
L'esponente della maggioranza di governo ha annunciato che "Fortunatamente, il deputato M5s Zanichelli ha presentato un emendamento per limitare a 500 milioni di euro l'utilizzo delle Dta" riferendosi al collega di partito, Davide Zanichelli e all'azione intrapresa nell'ultimo giorno utile per emendare la bozza relativa al beneficio fiscale per le banche. Nel caso di Mps in ballo ci sono 3 miliardi.
Villarosa ha poi fatto sapere di aver "rappresentato ai vertici la necessità di formalizzare una richiesta all'Ue per avere maggior tempo per la dismissione della partecipazione ed evitare un eccessivo deprezzamento del titolo. Il confronto della maggioranza sul tema rinviato all'esame degli emendamenti alla legge di Bilancio".
I pentastellati, inclini a mantenere Mps, di cui il Tesoro ha in mano il 68%, in mano pubblica o a rinviare la soluzione di un paio di anni, provano così a mettere il bastone fra le ruote alla soluzione del Mef, contenuta nella bozza alla legge di Bilancio per trasformare i deferred tax assets (Dta) in crediti fiscali e favorire così un intervento di Unicredit in Mps nei termini concordati con l'Unione europea, ossia entro la fine del prossimo anno.
L'impegno per la casse dello stato non si ferma qua. L'azionista Tesoro dovrà far fronte, per la sua parte, alla ricapitalizzazione di 2-2,5 miliardi della banca senese per le esigenze di capitale derivanti dalla scissione ad Amco di 7,5 miliardi di crediti deteriorati, dagli accantonamenti sui rischi legali e dagli impatti sul patrimonio per il covid e i cambiamenti regolamentari.
Solo con l'intero pacchetto in mano Mps può diventare appetibile per qualche compratore, in primis Unicredit il cui ceo Jean Pierre Mustier ha più volte ribadito di non aver interesse a intervenire alle attuali condizioni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39593937:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/11/28/news/mps-in-unicredit-dramma-per-l-economia-locale-1.39593937]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
