Italia
L’autostrada non ci sarà ma il pedaggio rincara: la Tirrenica “monca” costa 10 centesimi in più
Da lunedì 9 novembre per andare da Collesalvetti a San Pietro in Palazzi si spendono 4 euro e novanta. Regione e Comuni contro Sat
LIVORNO. Intanto l’autostrada rincara. Poi si vedrà. È questo il succo di una sentenza del Tar che riguarda il tratto di A12 gestito dalla società Sat (Società autostrada tirrenica) tra Livorno e San Pietro in Palazzi (Cecina), in tutto 40 chilometri. L’aumento scatta da domani ed è pari al 2,54% dell’attuale pedaggio. Vale a dire, per fare un esempio, che tra Collesalvetti e San Pietro in Palazzi non si pagherà più 4 euro e 80 centesimi ma 4,90. Dieci centesimi in più. Un adeguamento che non è stato affatto digerito dai sindaci della zona, in primis quelli di Cecina e Rosignano. Neppure dalla Regione che domani scriverà al ministero dei Trasporti. Anche perché Sat era stata costituita per realizzare l’autostrada Livorno-Civitavecchia, la Tirrenica attesa da oltre 50 anni , che invece non verrà costruita dalla società. Infatti all’inizio dell’anno è stato dato il via libera al progetto che vede la conversione della variante Aurelia in una superstrada senza pedaggio, a carico di Anas.
L’adeguamento del pedaggio è arrivato per un decreto emesso dal commissario ad acta nominato per dare esecuzione a una sentenza del Tar del 2019 che prevede l’incremento delle tariffe nei tratti autostradali gestiti da Sat. Ogni anno l’adeguamento viene stabilito dal Mit (Ministero infrastrutture e trasporti) di concerto col Mef (ministero Economia e Finanze) sulla base dei “conti” per investimenti e manutenzioni presentati dai concessionarie dei tratti autostradali. Tra il 2011 e 2016, per esempio, Sat ha fatto investimenti pari a 270 milioni nei due tratti di sua gestione (oltre a quello toscano, nel Lazio ha un pezzo tra Tarquinia e Civitavecchia). La tariffa tra l’altro è un insieme composito di voci tra cui una quota va anche ad Anas. A fine 2013 i due ministeri stabilirono un aumento del 5% dei pedaggi. Sat, però, presentò ricorso al Tar sulla percentuale dell’aggiornamento ritenendo che dovesse essere superiore al 5% e pari al 7,8%. Il Tar ha dato ragione a Sat, controllata da Autostrade e ha annullato il decreto emesso dai due ministeri per la determinazione dell’incremento tariffario del 2014. Ma la sentenza non è stata applicata e l’adeguamento è rimasto pari a poco più del 5%. Da qui poi la nomina di un commissario ad acta, un funzionario pubblico nominato dal Tar del Lazio come proprio ausiliario, per dare esecuzione alla sentenza che prevede l’incremento ulteriore del 2,54%. Mentre tra Rosignano e S. Pietro in Palazzi (il primo tratto, o lotto 1, di quella che doveva essere l’autostrada Tirrenica), dove si pagano i “contestati” 60 centesimi, il pedaggio non subirà variazioni.
L’incremento applicato, però, poteva essere superiore. Il Mit già da alcuni anni non sta riconoscendo adeguamenti tariffari a Sat che anche lo scorso anno aveva presentato ricorso sempre al Tar per avere un aggiornamento tariffario pari all’ 1,59%. Come si spiega dal Mit, «con i ricorsi degli anni precedenti a Sat sarebbero stati già riconosciuti adeguamenti pari ad oltre il 10%». A questo punto c’è stato l’intervento del ministero che ha, come dire, “calmierato” gli incrementi e, in accordo con Sat, ha applicato solo quello del 2014. Tutto questo in attesa che si vada a ridefinire il contratto tra ministero e concessionario perché la Tirrenica con Sat non verrà realizzata.
La notizia del rincaro ha scaldato gli animi della costa. Samuele Lippi, sindaco di Cecina, è diretto: «Siamo di fronte a una vergogna - sbotta - mentre siamo tutti a confrontarci su posti letto ed emergenza Covid arriva la notizia dell’aumento del pedaggio». Il sindaco di Rosignano, Daniele Donati, è sulla stessa posizione: «Sat non costruirà la superstrada ed è chiaro che viene meno il principio del casello di Rosignano verso Cecina dove si paga 60 centesimi. Questo è un balzello e solleveremo di nuovo questa questione. Così come è necessario che venga ridotto il pedaggio tra Livorno e Rosignano perché sull’Aurelia tra Maroccone e Quercianella non c’è ancora neppure la variante». E si passa dai centri abitati. Chiude Stefano Baccelli, neo assessore ai Trasporti della Regione Toscana: «Domani - spiega - scriverò al ministero. La posizione dei sindaci è condivisibile ed è necessario cancellare il pedaggio per un’autostrada che non verrà costruita ». —
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