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Toscana

Coronavirus in Toscana, ecco gli alberghi sanitari assistiti: dove sono e come funzionano

Samuele Bartolini
Coronavirus in Toscana, ecco gli alberghi sanitari assistiti: dove sono e come funzionano

Si affiancano agli “hotel semplici” per ospitare persone contagiate che non hanno o non possono stare a casa

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FIRENZE. Arrivano gli alberghi sanitari assistiti e hanno le Usca – le Unità speciali di continuità assistenziale – dedicate. Al momento sono tre: l’Hotel Caravaggio di Firenze, l’Hotel Datini di Prato e l’Hotel Terme Pellegrini di Montecatini. Sono tutti nella Asl Centro, la zona più colpita dal Covid nella nostra regione. Ma se ne stanno cercando altri in giro per la Toscana. Gli alberghi sanitari assistiti sono una novità. È una sperimentazione messa in piedi dalla Regione – che si aggiunge agli alberghi sanitari “semplici” – per raggiungere l’obiettivo di tenere sotto controllo i malati lievi Covid con problemi sociali e non ingolfare le cure intermedie degli ospedali già affaticate da altri malati lievi.

GLI ALBERGHI SANITARI ASSISTITI

L’Hotel Terme Pellegrini di Montecatini è già quasi pieno: ospita 77 positivi su un totale di 82 camere. L’Hotel Datini di Prato ha ancora posto, con 27 ospiti positivi su 89 camere. Si avvia verso il tutto esaurito anche l’Hotel Caravaggio di piazza Indipendenza a Firenze: ne ospita 28 su 36 camere. Gli alberghi sanitari assistiti si differenziano dagli alberghi sanitari “semplici” per una caratteristica: hanno le Usca dedicate, intervengono dentro l’albergo dalle 8 alle 20 (la notte c’è la guardia medica telefonica) e quindi non sono obbligate a spostarsi da una casa all’altra, vestendosi e svestendosi ogni volta, per visitare sette o otto contagiati. Gli alberghi sanitari assistiti hanno ospiti positivi particolari: persone senza fissa dimora che è bene tenere temporaneamente al sicuro in una struttura sanitaria, e persone di famiglie numerose con case piccole e senza spazi per isolarsi.

L’ATTIVAZIONE DELLE USCA

La presa in carico e la valutazione degli esiti del monitoraggio diurno delle condizioni cliniche delle persone sono affidate al medico o al pediatra di famiglia, con possibilità di attivazione delle Usca stabili (con il nuovo modello organizzativo: un medico, un infermiere o oss, un medico tracciatore e due tecnici della prevenzione) quando la struttura è inserita nell’ambito territoriale di competenza. Negli altri casi (struttura non inserita nell’ambito territoriale di competenza o persona senza medico o pediatra di famiglia) la persona sarà in carico all’Usca di riferimento. È garantito il monitoraggio infermieristico diurno, e almeno giornaliero, dei casi. È garantito il monitoraggio medico telefonico giornaliero, che è affidato al medico o al pediatra di famiglia, che può avvalersi dell’attivazione dell’Usca di riferimento per proiezioni all’interno della struttura.

ALBERGHI SANITARI “SEMPLICI” E SPAZI PER LE CURE INTERMEDIE

Ce ne vogliono di più per raggiungere le 1.500 camere. Al momento la Regione ne ha trovate 937 in 31 alberghi sanitari così distribuiti: 18 nella Asl Centro con 646 camere (446 già occupate), 10 nella Nord Ovest con 235 camere (132 occupate), 3 nella Sud Est con 56 camere (43 occupate). Ieri l’assessore alla sanità Simone Bezzini ha partecipato alla conferenza dei sindaci per fare il punto sugli alberghi sanitari. Sulla costa i sindaci sono a caccia di strutture ricettive di grandi dimensioni dopo averne trovate di piccole. Oggi il presidente Giani firma l’ordinanza per trasformare l’ex Creaf di Prato in ospedale Covid da 100 posti di cure intermedie. La Regione cerca altri spazi per raggiungere 500 posti nell’area centrale: c’è l’ipotesi del Don Gnocchi di Pozzolatico. Sulla costa c’è l’ipotesi del Centro fiere di Carrara nello spazio libero dalla centrale di tracciamento.

GIANI E BEZZINI SODDISFATTI

Il presidente della Regione Eugenio Giani dice: «Gli alberghi sanitari sono un altro tassello importante nella battaglia al Covid». Aggiunge l’assessore alla sanità Simone Bezzini: «Gli alberghi sanitari con le Usca permettono un’assistenza continua agli ospiti positivi». 
 

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