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Toscana

I malati più lievi nelle caserme e via ai “tracciatori”: il piano anti-virus di Giani

Samuele Bartolini
I malati più lievi nelle caserme e via ai “tracciatori”: il piano anti-virus di Giani

La strategia è quella di usare gli edifici pubblici e militari e tre centrali per ricostruire i contatti dei contagiati. L'assessora alla protezione civile pensa alle categorie più deboli: «Stiamo studiando rimborsi al volontariato per la consegna di spesa e farmaci a domicilio»

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FIRENZE. «L'ipotesi al vaglio è quella di trovare altri posti letto nelle strutture del demanio nazionale e dei militari». La mette giù così Eugenio Giani. È il presidente della Regione Toscana a prospettare l'ipotesi di utilizzare edifici statali e militari per ospitare i malati lievi Covid. La seconda ondata della pandemia da Covid non concede tregua. Lo scenario dei contagi potrebbe peggiorare ancora di più. Il numero dei positivi senza sintomi e dei pauci-positivi potrebbe aumentare e le 1.500 camere degli alberghi sanitari oltre al bando per poterne acquisire altre, potrebbero non bastare. Ecco allora che Giani pensa ad allargare il bacino dei posti letto a disposizione.

Per questo il presidente della Regione si attiva col demanio nazionale e coi militari: prova a trovare altre strutture dove ospitare i malati lievi Covid. Caserme, uffici che ospitavano le forze dell’ordine e che oggi non si utilizzano più (per accorpamenti e chiusure di sedi) non ne mancano. Il tentativo non guasta.

CACCIA AI CONTATTI DEI CONTAGIATI

Intanto la Regione potenzia il sistema di tracciamento. Prova a riacciuffare il “nemico invisibile” ricostruendo la rete dei contatti dei positivi dopo che per settimane e settimane il bandolo della matassa, a fronte di una seconda ondata di contagi che pare inarrestabile, è sfuggito di mano al servizio sanitario regionale. Come? Con tre centrali di tracciamento, già in fase di allestimento a Firenze, a Carrara (Carrarafiere) e ad Arezzo.

Le centrali di tracciamento, dunque, partono. Ci saranno 500 “mappatori” a ricostruire la rete dei contatti da giovedì. La Regione ha allestito le centrali di tracciamento alla Fortezza da Basso di Firenze per la Asl Toscana Centro, al centro fiere di Carrara per la Asl Toscana Nord Ovest e al centro fiere di Arezzo per la Asl Toscana Sud Est. Ieri a Firenze il presidente della Regione Eugenio Giani e l'assessora regionale alla protezione civile Monia Monni hanno presentato la centrale di tracciamento della Fortezza da Basso. Due saloni giganteschi: sono i padiglioni Cavaniglia e Rastriglia usati nell'era pre-Covid per tutt'altro tipo di funzioni quali eventi fieristici attira-visitatori&convegnisti. Ora diventano la centrale del tracciamento per la Asl Toscana Centro, il quartier generale degli 007 dei potenziali positivi. Il 4 novembre è prevista una giornata di formazione. Fanno in tutto 250 postazioni di lavoro per squadre di tracciatori, che operano su due turni e che si occupano anche della sorveglianza sanitaria di coloro che si trovano in isolamento fiduciario e, quindi, bisognosi di essere periodicamente monitorati sul loro stato di salute. Ci sono gruppi di 20 tavoli separati tra loro di 2 metri, mentre un gruppo è distante dall'altro 6 metri. I mappatori telefonano 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle ore 20. Il centro fiere di Carrara per la Asl Toscana Nord Ovest ha 150 postazioni, quello di Arezzo per la Asl Toscana Sud Est 100.

500 MAPPATORI DELLA RETE DEI CONTAGI

Giani sonda il terreno. Dice di aver “acceso” nuovi contatti. Parla di strutture del demanio nazionale e dei militari da utilizzare per i positivi senza sintomi e per chi ha sintomi lievi. Non si spinge oltre. Ma la mente corre subito ai capannoni del demanio statale e alle caserme dell'esercito. È qui che si potrebbero ricavare nuovi posti letto per i malati lievi Covid. Vanno tenuti il più possibile lontani dalle famiglie dove abitano. Vanno sistemati in posti “sicuri” per tenerli in isolamento e sotto controllo. I contatti coi privati per trasformare le strutture ricettive in alberghi sanitari sono a buon punto. Spunta fuori un altro bando per acquisirne altre. Ma non basta. Giani punta su demanio statale e militare.

A CACCIA DI ALTRI POSTI LETTO PER I MALATI LIEVI COVID

Giani dice: «Attivando le centrali di tracciamento siamo passati dalle parole ai fatti e ringrazio la protezione civile per l’ottimo lavoro logistico e di coordinamento». L'assessora alla protezione civile Monia Monni pensa alle categorie più deboli: «Stiamo studiando rimborsi al volontariato per la consegna di spesa e farmaci a domicilio». 

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