Il Tirreno

Toscana

«Costretta a percorrere in auto 80 chilometri per curarmi»

S.C.

Alessandra Moretto, presidente dell’associazione nazionale dei pazienti affetti da fibromialgia è stata la prima a denunciare il problema 

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La testimonianza

Antonella Moretto, presidente dell’Associazione nazionale di pazienti di Fibromialgia AFI OdV (Associazione Fibromialgia Italia), è in cura per fibromialgia : si tratta di una patologia cronica e sistemica che si manifesta con dolori forti all’apparato muscolo-scheletrico. Interessa soprattutto il tessuto «connettivo di tutto il corpo, in particolare quelle strutture costituite da fibre: muscoli, tendini, nervi». E spesso viene curata con la cannabis terapeutica.

«Anche io utilizzo la Sativa medica per gestire il dolore e non solo. Già a luglio 2020 - conferma Antonella Moretto - ho preso contatti con giornalisti locali della zona dove abito (è originaria delle Marche, ndr) proprio per portare a conoscenza alla collettività del problema che stava gravando sulla salute di migliaia di persone che come me sono colpite da questa patologia oppure da altre patologie degenerative. La mancanza di Sativa medica sul territorio nazionale ha causato una grande sofferenza a chi è in terapia come me con questa medicina: ci ha costretti a ricorrere a vecchi approcci terapeutici (che per anni non hanno portato risultati positivi) o addirittura ad abbandonare il diritto alla cura».

Prima, dunque, c’è stato il mancato approvvigionamento e ora l’impossibilità di spedizione del farmaco «causa una legge vecchia e da aggiornare assolutamente e in tempi anche brevi. Sono stata 3 mesi a farmi rifare la ricetta dal mio medico di base perché il bedrolite non era disponibile e dopo tre mesi di attesa (senza da terapia) sono dovuta andare a prendere il farmaco facendomi 40 chilometri ad andare e 40 a tornare. Non è proprio comodo e neanche dietro l’angolo. Assurdo. Veramente assurdo essere trattati così in un paese come l’Italia. Portare in sofferenza il malato e disagio la trovo una cosa meschina e da irresponsabili. Come malata e come presidente dell’associazione sono amareggiata e preoccupata e penso all’articolo 32 della nostra Costituzione (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...”», non è stato scritto per riempire le pagine bianche. Non mi sento affatto tutelata e sono molto preoccupata per me e per chi come me soffre di malattie per le quali la Sativa medica, oggi, aiuta». —



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