Il Tirreno

Toscana

noi / l'editoriale

Coronavirus, gli esperti in errori

Cristiano Meoni
Da in alto  sinistra: Alberto Zangrillo, Maria Rita Gismondo, Massimo Clemente e Matteo Bassetti
◗
Da in alto sinistra: Alberto Zangrillo, Maria Rita Gismondo, Massimo Clemente e Matteo Bassetti

Da un esperto virologo o immunologo ci aspettiamo indicazioni plausibili, non clamorosi e dannosi abbagli come quelli che ci hanno propinato fino a poche settimane fa quelli de "Il Covid è bell’è finito"

2 MINUTI DI LETTURA





È pur vero che «un esperto è uno che ha fatto tutti gli errori possibili nel suo campo» (Niels Bohr, premio Nobel per la Fisica nel 1922). Ma non esageriamo! Da un esperto virologo o immunologo - in questo revival dell’importanza della competenza - ci aspettiamo indicazioni plausibili, non clamorosi e dannosi abbagli come quelli che ci hanno propinato fino a poche settimane fa quelli de "Il Covid è bell’è finito".

Si è iniziato con «il coronavirus è una semplice influenza, tra una settimana non ne parleremo più e ne farò un ciondolo», copyright Maria Rita Gismondo, 26 febbraio. Poi la prematura sentenza di morte di Alberto Zangrillo datata 31 maggio: «Mi viene da ridere quando sento certe dichiarazioni. Il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più» (chiedete al suo paziente più illustre, Berlusconi).

Ed ancora: la collana di perle farlocche di Matteo Bassetti: «Il virus è più debole, i catastrofisti negano l’evidenza dei fatti» (28 maggio), «chi dice che avremo una seconda ondata come la Spagnola fa terrorismo» (4 agosto). E, poco più di un mese fa, il 6 settembre, quando i contagi erano già in salita da un mese - aggravante! - la profezia sballata di Giuseppe Remuzzi: «La fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita. Il che non vuol dire che non ce ne sarà un’altra, ma che è improprio parlare di seconda ondata».

E già l’aveva detto Massimo Clementi che «l’epidemia è sotto controllo» (14 agosto) ma l’8 maggio l’impudente si era superato: «Il coronavirus potrebbe diventare un raffreddore».

Ieri (sabato 17) 10.925 nuovi casi, il governo prepara altre chiusure, le terapie intensive si stanno riempiendo. Parafrasando Brecht: avranno capito di averci portato sulla cattiva strada, con le loro imprudenti predizioni, o staranno lavorando duro per preparare il prossimo errore?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze