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Toscana

Coronavirus in Toscana, la Regione pronta a distribuire 8 milioni di mascherine gratuite

Mario Neri
Coronavirus in Toscana, la Regione pronta a distribuire 8 milioni di mascherine gratuite

Il numero dei contagiati cresce anche nella nostra regione: il nuovo presidente Giani ha preso decisioni anche per tamponi e test rapidi

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FIRENZE. Ormai nessun esperto se lo nasconde più: la curva sta tornando ai livelli del lockdown. E negli ultimi due giorni ha subito un’accelerazione talmente repentina da imporre alla Regione una terapia d’urto per arginare l’evoluzione dell’emergenza. Soprattutto, il virus ha varcato di nuovo le porte delle Rsa. Il focolaio che ha acceso un campanello d’allarme è spuntato a Greve in Chianti, a Villa Rosalibri. Lì due giorni fa è morto un anziano e ieri sono stati accertati 24 positivi. Il timore degli esperti è che, senza contromisure immediate, una nuova diffusione capillare del contagio possa colpire i soggetti più fragili ed esposti alle conseguenze del Covid, finora risparmiati da una trasmissione concentrata soprattutto fra i più giovani. In fondo, quasi la metà delle vittime in Europa è stata falcidiata nelle case di cura o negli ospizi.

Per questo ieri Eugenio Giani ha firmato la sua prima ordinanza e proprio per scongiurare una nuova ondata nelle residenze sanitarie assistenziali. Una misura clone di quella varata il 7 aprile da Rossi. E che, oltre a dettare le regole su tamponi e isolamenti di casi sospetti, assegna alle Asl il potere di commissariare le Rsa nel caso in cui la situazione sfuggisse di mano ai privati. Permette alle aziende sanitarie di cambiare le convenzioni e inviare nelle strutture team di operatori assunti dalla graduatorie Estar. E anche se due giorni fa il governatore aveva promesso che non si sarebbe lasciato andare ad una «ordinanzite», nella smania di correggere le misure del governo, adesso non può farne a meno.

Nei prossimi giorni ne arriverà un’altra che consentirà al personale delle Rsa di eseguire tamponi e sierologici sui pazienti e su loro stessi. Non solo. Gli uffici stanno già preparando anche una nuova campagna di distribuzione di mascherine gratuite ai toscani. L’idea è di coinvolgere i Comuni e inviare loro in un’unica tranche i 7 - 8 milioni di scorte accumulate dalla Toscana, fornendo 5 mascherine gratis ad ogni cittadino. Ma per il via all’operazione Palazzo Strozzi Sacrati sta cercando di raggiungere un accordo con Anci, perché a primavera era stato proprio il particolarismo degli enti locali, ognuno organizzato a suo modo, a convincere Rossi a dirottare la distribuzione prima sulle farmacie e poi verso le edicole. Adesso né farmacisti né edicolanti hanno dato l’ok. Serve che qualcuno coordini prima i Comuni e le Protezioni civili locali.

Certo, c’è una differenza cruciale nei diagrammi che la task force toscana tiene sott’occhio da settimane per confrontare la prima ondata e questa seconda emergenza. Mentre la linea che traccia l’andamento del numero dei casi giornalieri ha disegnato una crescita più graduale ma costante fino a raggiungere i picchi simili a quelli di marzo e aprile, quella dei decessi neppure ci si avvicina.

Ieri la Toscana ha registrato 339 casi, nessuna vittima. E anche quando è andata peggio, si sono contati al massimo 4 decessi. Durante il lockdown, invece, a fronte di numeri simili nelle infezioni per due settimane si è andati avanti a una media di 20-25 morti al giorno. Certo, solo in due casi la Toscana aveva superato i dati di ieri, il 28 marzo con 367 casi e il 2 aprile con 406.

Cosa fa la differenza? Se prima in regione i laboratori macinavano circa 5 mila tamponi al giorno, adesso hanno raggiunto i 9-10 mila. E, ovvio, si scovano molti più asintomatici. Ma il timore è che questa volta la curva possa salire molto di più nella conta dei contagi giornalieri e che il boom di bambini asintomatici possa trasformarsi in un’esplosione di nonni malati che potrebbero tornare a riempire reparti e terapie intensive. La soluzione? Tamponi, e ancora tamponi. Per questo dalla prossima settimana arriverà un pacchetto di provvedimenti per regolare l’utilizzo dei test rapidi. Si comincia con i primi 50 mila antigenici da eseguire nei drive thru. Poi arriveranno anche i salivari da fare nelle scuole. 
 

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