Il Tirreno torna in edicola dopo i due giorni di sciopero
Le voci sulla cessione del quotidiano da parte del Gruppo Gedi hanno scatenato un'ondata di solidarietà e di iniziative
Il Tirreno torna in edicola domani, lunedì 5 ottobre, dopo due giorni di sciopero. Da stamani, domenica 4 ottobre, è ripreso anche l’aggiornamento del sito. Lo sciopero era stato deciso dall’assemblea dei redattori convocata venerdì 2 ottobre per protestare contro l’annunciata cessione del quotidiano (insieme ad altre tre testate dell’Emilia: Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e Nuova Ferrara) da parte del gruppo Gedi a una cordata di imprenditori.
I giornalisti del Tirreno ritengono "incredibile e offensivo" il fatto che la trattativa per la cessione di un giornale storico (143 anni di vita), da sempre leader in molte aree della regione, riferimento per le proprie comunità, stia avvenendo nella più totale segretezza, senza coinvolgere le rappresentanze sindacali, i colleghi, i vertici del giornale e le istituzioni locali.
Solidarietà ai giornalisti del Tirreno e degli altri tre quotidiani messi in vendita è arrivata dai Comitati di redazione del Gruppo Gedi: "Abbiamo appreso, purtroppo da fonti 'terze', con amarezza e stupore l'intenzione dell'azienda di dismettere testate storiche del gruppo – si legge in una nota - I giornalisti de la Repubblica, Gedi visual, L'Espresso e Radio Capital esprimono compatti la massima solidarietà ai colleghi delle testate locali in lotta, chiedono formalmente all'azienda di fornire con la dovuta sollecitudine conferma o meno delle voci che si susseguono in queste ore e si aspettano spiegazioni sul futuro editoriale e multimediale che si sta immaginando per il nostro gruppo".
"Un gruppo - affermano - che ha mostrato un modo e una via di fare grande giornalismo. Nazionale, con un respiro nuovo; locale, grazie ad un network di risorse e talenti. Questo patrimonio rischia ora di essere smontato pezzo dopo pezzo con le progressive cessioni. Le redazioni vigileranno con la massima sollecitudine sulle risposte che verranno fornite. Riservandosi prossime iniziative - conclude la nota - a fianco dei colleghi delle redazioni locali e in difesa dell'identità del gruppo".
Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha detto che sta seguendo con attenzione gli sviluppi di questa vicenda, aggiungendo che l’amministrazione comunale sarà in campo “per garantire il futuro del Tirreno, la libertà di stampa e il lavoro dei tanti professionisti che fanno vivere il giornale", “patrimonio del territorio”.
La segretaria della Cgil, Dalida Angelini ha definito inaccettabile la cessione del Tirreno. “La vendita del Tirreno ci riguarda, riguarda tutti i toscani. E' inaccettabile che lo si faccia senza alcun confronto preventivo con i rappresentanti di chi il giornale lo fa, nel chiuso di stanze con i vetri oscurati in spregio anche di chi in quel giornale, stampato e on line, ogni giorno trova le informazioni che cerca".
Preooccupazione era stata espressa nei giorni scosi dalla Regione, attraverso il presidente uscente Enrico Rossi e il suo successore Eugenio Giani, dai parlamentari del Pd, da Sinistra civica ecologista e da Anci Toscana.
L’Associazione stampa toscana e il Consiglio dell’ordine dei giornalisti della Toscana hanno rivolto un appello al Governo, alla Regione e a tutte le forze politiche "perché prendano posizione ed evitino potenziali rischi a un giornale radicatissimo in un territorio di cui ha fatto la storia e di cui racconta la cronaca, puntualmente, giorno dopo giorno".
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