Italia
Coronavirus, la Fondazione Gimbe: "Se il trend resta quello attuale, avremo numeri gestibili"
Il presidente Cartabellotta è intervenuto al Forum Sistema Salute di Firenze: "Forse abbiamo più persone con anticorpi di quante pensavamo". Appello sui vaccini antinfluenzali: "La Toscana faccia presto a riassegnare alle farmacie le dosi non utilizzate"
FIRENZE. "Se si dovesse mantenere questa crescita lineare" dei casi di Coronavirus in Italia "ci troveremo alla vigilia di Natale con un numero di casi ospedalizzati intorno ai 9-10mila, e un migliaio in terapia intensiva, che è un numero assolutamente gestibile e per nulla paragonabile ai numeri dello tsunami di febbraio-marzo". Lo ha affermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe precisando poi: "E' evidente che questa previsione molto azzardata può essere ovviamente rialzata da fattori imprevedibili, così come abbassata da fattori altrettanto imprevedibili. Si basa solo sulla attuale velocità di crescita e sui giorni che passano, quindi su due variabili note e non modificabili".
Cartabellotta, parlando a margine del Forum Sistema Salute in corso a Firenze, ha anche ricordato che dei 50mila casi attuali "il 95% sono ancora in isolamento domiciliare e quindi asintomatici o oligosintomatici, un 5-6% sono ospedalizzati, e intorno allo 0,5% sono in terapia intensiva".
Il buon esito della vaccinazione antinfluenzale di quest'anno "dipende da quanto le campagne vaccinali per le popolazioni a rischio saranno tempestive e con chiamata attiva - ha poi aggiunto Cartabellotta - L'importanza del vaccino anti-influenzale è non solo prevenire le complicanze nelle popolazioni a rischio, ma anche ridurre l'impatto dell'influenza nella diagnosi differenziale col Covid che di fatto dà gli stessi sintomi".
Ad esempio, ha spiegato Cartabellotta, "la Toscana ha acquisito dosi per coprire il 75% della popolazione a rischio, non ha una quantità di dosi in più da distribuire alle farmacie", per cui "tutti i vaccini che non dovessero essere utilizzati per rifiuto da parte del singolo cittadino a rischio possono poi essere ceduti alle farmacie: ma se questo non viene fatto in maniera tempestiva e soprattutto organizzata, che le farmacie poi ricevano i vaccini a gennaio rischia di essere assolutamente inutile".
Il presidente della Fondazione ha poi commentato la scoperta di una classe di anticorpi efficaci nel combattere l'infezione da Sars-Cov-2: "E' una vittoria della scienza che ha bisogno di conferme ulteriori su numeri importanti, e con studi rigorosi su larga scala".
Secondo Cartabellotta, peraltro, può "verosimilmente" essersi creata una quota di immunizzati Covid in Italia già dall'autunno 2019, ma "non abbiamo modo di poterlo dimostrare, sia perché l'indagine siero-epidemiologica del ministero con l'Istat non è stata completata, su 150mila persone che sono state identificate poi alla fine il test è stato svolto su poco più di 70mila; sia perché noi realmente non sappiamo quanto durano, dal punto di vista temporale, quelli che sono gli anticorpi che vengono sviluppati".
"La mia sensazione - ha concluso il presidente della Fondazione Gimbe - visto che in alcune regioni che sono state molto colpite, come la Lombardia e l'Emilia Romagna, la percentuale di crescita in questo periodo si sta mantenendo più bassa delle regioni del Sud, lascia presumere che forse noi abbiamo molte più persone che hanno sviluppato gli anticorpi di quelle che noi conosciamo".
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