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Rimpatri raddoppiati, firmata l’intesa tra Italia e Tunisia. Saranno 80 a settimana

Francesco Grignett
Rimpatri raddoppiati, firmata l’intesa tra Italia e Tunisia. Saranno 80 a settimana

Saranno aumentati i voli charter almeno per tutto il mese di ottobre. Sono 8.645 i tunisini sbarcati sulle nostre coste dall’inizio dell’anno  

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Non sembra calare il flusso dei tunisini in arrivo a Lampedusa. La cronaca delle ultime ventiquattro ore parla di 11 barchini approdati autonomamente, con 253 extracomunitari a bordo. E di nuovo l’hotspot è strapieno, tanto che la nave umanitaria tedesca Alan Kurdi, con 133 migranti soccorsi al largo della Libia, presentatasi improvvisamente davanti all’isola, è stata invitata a chiedere indicazioni alla Germania.

Al ministero dell’interno, però, è tornato il sorriso perché il nuovo governo della Tunisia ha accettato di raddoppiare, quantomeno ad ottobre, il numero dei rimpatri. Ogni settimana, oltre i due ordinari voli charter da 40 rimpatri a settimana, ce ne saranno due straordinari. E si sta trattando per i mesi successivi perché Luciana Lamorgese, il ministro dell’Interno, nei suoi colloqui con le autorità tunisine è riuscita a far passare il principio che bisogna quantomeno recuperare sul tempo perduto e cioè sui rimpatri che non si sono fatti per colpa del Covid tra marzo e luglio.

Anche Luigi Di Maio e la Farnesina si sono molto spesi per ottenere rimpatri straordinari verso la Tunisia, visto il boom quest’anno di partenze clandestine da quel Paese. Secondo dati ufficiali, sono stati 8.645 i tunisini sbarcati sulle nostre coste dall’inizio dell’anno.

La Lamorgese era stata due volte in Tunisia tra luglio e agosto. La seconda volta, con Di Maio e due commissari europei. È stata in quell’occasione che le autorità tunisine hanno riconosciuto che occorre mettere un freno alle partenze incontrollate verso l’Italia. E da quel momento la Guardia costiera tunisina ha iniziato a operare con maggior vigore nell’area di Sfax.

Attenzione, però: i migranti tunisini sono considerati migranti economici, non profughi. Quindi sono passibili di rimpatrio salvo casi eccezionali. E così dopo una sospensione dei voli nel periodo di lockdown, sono ripresi i rimpatri. Il primo charter verso la Tunisia è del 16 luglio scorso. Dal 10 agosto, si è tornati all’ordinario: 40 rimpatriati per volo (80 a settimana); dal 1 gennaio ad oggi sono stati 1828 i migranti rimpatriati, di cui 717 in Tunisia.

Ma c’è un’altra capitale nordafricana su cui si appunta l’attenzione di Luciana Lamorgese: Algeri. In un viaggio-lampo della settimana scorsa, il ministro ha intavolato con il governo locale un ragionamento sui loro concittadini che sbarcano clandestinamente in Sardegna. Molti sfuggono ai controlli, una volta a terra. Quelli identificati sono stati 968 da inizio anno.

L’Algeria ha riconosciuto che il problema esiste e che di un accordo di riammissione - sulla falsariga di quello che c’è tra Italia e Tunisia - se ne può parlare. A rigore, un accordo del genere ci sarebbe dal 2006, ma non è mai andato a regime.

Presto comunque si vedranno i tecnici dei rispettivi ministeri dell’Interno e si verificherà se alle parole seguiranno i fatti. Di certo c’è che i rapporti bilaterali sono ottimi, così come l’interscambio commerciale. E c’è una certa disponibilità politica a collaborare.

Discorso molto diverso è quello che riguarda chi è in fuga da Paesi in guerra. Per questi ultimi c’è la possibilità di chiedere asilo internazionale. Perché non ci sia un sovraccarico di richieste sull’Italia, sono previsti dei ricollocamenti in ambito europeo. Sulla base dell’accordo di Malta, perciò, 60 partiranno il prossimo 24 settembre verso la Germania e altri 67 saranno trasferiti il 1 ottobre in Francia. Sono in corso di organizzazione i ricollocamenti anche in Portogallo, Romania e Finlandia.

Dopo Malta sono stati ricollocati 689 richiedenti asilo in altri paesi europei, di cui 189 dopo il periodo di lockdown (a partire cioè dal 25 giugno). —

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