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Toscana

«Mi vuole portare via la bambina» Un’ossessione dietro l’omicidio

Paolo Nencioni
«Mi vuole portare via la bambina» Un’ossessione dietro l’omicidio

Vaiano, le ultime parole dell’uomo che ha ammazzato la compagna prima di gettarsi dal ponte

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prato

Leonardo Santini aveva paura che la compagna gli portasse via la figlia di due anni. Questo, almeno, è quello che ha scritto nel biglietto lasciato nella casa di via Spartaco Lavagnini, alla Briglia di Vaiano, dove giovedì pomeriggio i carabinieri hanno trovato il cadavere della compagna Claudia Corrieri che Santini ha assassinato prima di suicidarsi. È il particolare più importante emerso all’indomani dell’omicidio-suicidio che ha reso orfana una bambina di due anni, ora affidata ai nonni, e che ha sconvolto Vaiano, il paese alle porte di Prato.

Santini, 50 anni, ha scritto quelle cose per spiegare quello che aveva appena fatto e quello che si accingeva a fare: uccidere la compagna, appunto, e togliersi la vita dopo un salto dal ponte sospeso sul torrente Lima nel comune di San Marcello Pistoiese. Tuttavia quello che il 50enne ha lasciato scritto, non significa che la compagna Claudia Corrieri, 38 anni, avesse davvero intenzione di portargli via la bambina. Pare assodato comunque che la tormentata relazione tra i due fosse alle battute finali. Li avevano sentiti spesso litigare negli ultimi tempi, ma non risultano denunce di lei contro di lui, né interventi dei carabinieri per sedare una lite in famiglia.

Però, mercoledì la lite fra Leonardo e Claudia è stata più violenta del solito. Lo scontro non si è limitato alle parole. L’uomo, infatti, ha colpito la compagna alla gola con un fendente mortale.

Ancora non c’è ufficialmente un’arma del delitto, ma è stato sequestrato un coltello sul quale sono in corso gli esami, così come su un paio di forbici. Dettagli secondari, questi, perché di fatto il caso è chiuso.

Il corpo senza vita di Claudia è stato trovato nella camera da letto della casa che la coppia condivideva a Vaiano e secondo i carabinieri la donna potrebbe non aver avuto il tempo di difendersi. Su una mano di Leonardo è stata trovata una ferita da taglio tamponata alla buona, ma potrebbe essersela inferta nella concitazione dell’aggressione alla compagna. Nella sua auto lasciata vicino al ponte sospeso sono stati trovati fazzoletti di carta sporchi di sangue e questo particolare ha spinto i carabinieri di Pistoia a pensare al peggio, anche se il cadavere della compagna è stato trovato dopo qualche ora.

Il sostituto procuratore Carolina Dini, titolare delle indagini, disporrà l’autopsia su entrambi i corpi. Gli investigatori sono convinti che la donna sia morta quasi subito e successivamente il compagno ha mantenuto la lucidità sufficiente per scrivere il biglietto di addio. La figlia della coppia era stata portata dai nonni paterni in mattinata, ma questa non è necessariamente la prova che l’omicidio fosse premeditato.

Una volta uscito di casa, Leonardo Santini ha vagato un po’ in auto prima di raggiungere il ponte sospeso di San Marcello, distante 58 chilometri e poco più di un’ora di macchina dall’abitazione della Briglia, un posto dove probabilmente era stato anche insieme a Claudia, che era originaria di Orsigna nel Pistoiese, non lontano da San Marcello.

Ieri il sindaco di Vaiano, Primo Bosi, ha verificato nuovamente se la coppia di via Lavagnini si fosse mai rivolta al Comune per ottenere sussidi a causa della crisi provocata dall’epidemia di coronavirus (Leonardo aveva perso il lavoro ad aprile e veniva chiamato ogni tanto dalla sua vecchia azienda) ma non è risultato nulla. Se c’erano problemi economici, erano stati risolti in ambito familiare. —



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