Il Tirreno

Toscana

regionali

Finale di campagna elettorale: Giani, appello al voto senza leader. Ceccardi punta sulla spinta dei big

Mario Neri
Finale di campagna elettorale: Giani, appello al voto senza leader. Ceccardi punta sulla spinta dei big

Venerdì 18 settembre a Firenze candidati e partiti chiudono la campagna. Il Pci rievoca i suoi fasti a Livorno

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. In politica anche i luoghi parlano. Così Eugenio Giani, questo galantuomo tacciato da mesi dai detrattori come un feroce turbo-renziano liberal e moderato, ha scelto Piazza Santissima Annunziata. Sarà lì alle 18.30. Solo. Niente big di partito sul palco con lui. Un chiaro appello agli elettori indecisi, al popolo smarrito dal Pd e dalla sinistra.

«Solo toscani nella piazza della carità, dell’accoglienza, del Rinascimento», è il messaggio consegnato dallo staff della comunicazione agli esegeti della campagna elettorale. Ché piazza della Signoria sarebbe stata ancora troppo in odore di Giglio Magico, troppi gli echi per le tv nazionali. Sul palco, nella piazza dell’Ospedale degli Innocenti, niente leader di partito, niente folla a casaccio, ma mille sedie distanziate. Matteo Renzi sarà fra la gente, Nicola Zingaretti ha fatto il suo tour ieri, giovedì 17 settembre. Solo attori come Paolo Hendel e Gaia Nanni, musicisti, volontari, cittadini; Sergio Staino manderà un video messaggio. Lo storytelling congegnato dalla Momentum, l’agenzia che organizzò la comunicazione per la campagna di Biffoni a Prato un anno fa, è quella di un controcanto quasi sovranista: da una parte la Toscana vera che si difende dalla colonizzazione padana e dal verbo barbarizzante di chi strizza l’occhio ai negazionisti, dall’altra una corazzata mediatica di leader in cerca di un palcoscenico per fare delle regionali uno scalpo al governo giallorosso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39320820:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/09/18/news/chi-non-vota-giani-fa-vincere-salvini-l-appello-di-zingaretti-a-sinistra-e-5-stelle-1.39320820]]

E forse è proprio per dare l’idea dell’assalto modernizzatore che Susanna Ceccardi in contemporanea riunirà il centrodestra in piazza della Repubblica (ore 18). Anche lei chiuderà a Firenze, la ostica Firenze per la eurodeputata cascinese che fino a pochi mesi fa amava rivendicare le glorie della Repubblica pisana. Non a caso quella piazza è quasi un topos «dell’invasione urbanistica dei torinesi», gongola qualche leghista come se l’evento dovesse simboleggiare il presagio di una tabula rasa imminente dell’ormai ex Granducato rosso. Sul palco con lei invece i leader di Lega, Fdi e Forza Italia ci saranno: Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. L’ultima scossa ai cascinesi, poi, prima del silenzio elettorale la darà insieme al Capitano, piazza La Pira, ore 21.

La grillina Irene Galletti riunisce gli elettori e i simpatizzanti Cinque stelle alle Murate (ore 18), l’ex carcere trasformato in piazzetta, caffè e location per incontri letterari, conferenze stampa, riunioni dei comitati cittadini. Insomma, un buon posto per un apericena, non proprio per riunire migliaia di persone. Quasi il manifesto iconico di un Movimento che invece di aprire la scatoletta del sistema Pd, s’è dovuto ridimensionare e riadattare a un formato box, complici gli smottamenti toscani rimasti sottotraccia in queste settimane. Si noterà, per dire, l’assenza di Alfonso Bonafede, da anni trapiantato da Mazara alle Cure, il ministro della Giustizia desaparecido - pare - anche a Roma. «Dov’è dj Fofò?», si morora nel M5S. Così Galletti, oltre che difendersi dagli appelli di Giani al voto disgiunto («Il Pd ci ha trattato a pesci in faccia per anni, perché dovremmo trovare un punto di incontro ora?»), fa i conti con una campagna orfana dei leader, in cui i big, quando ci sono stati, sono sembrati più interpreti di una desistenza, concentrati sul referendum, spaventati dalla possibilità che l’ennesima botta si ripercuota sul governo giallorosso, che supporter di peso. Ha scelto i giochi d’acqua neomanieristi delle rampe sotto piazzale Michelangelo Tommaso Fattori, che alle 20 riunisce la sinistra sinistra intransigente, quella a cui Giani vorrebbe soffiare il voto disgiunto, in piazza Poggi in San Niccolò (ore 20).

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39320817:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/09/18/news/il-capitano-sente-aria-di-cambiamento-e-non-smantelleremo-la-sanita-toscana-1.39320817]]

Non ne ha voluto sapere di Firenze Marco Barzanti, candidato del rifondato Partito comunista italiano. Riapparso sulla scheda dopo decenni, il simbolo sventolerà nella città che l’ha visto nascere, Livorno. L’appuntamento è al teatro San Marco alle 18. Hanno anticipato tutti gli altri comunisti, quelli guidati da Salvatore Catello, candidato del Partito comunista, la creatura politica di Marco Rizzo. «Siamo gli unici a dire che questo centrodestra e questo centrosinistra sono la stessa cosa, gli unici a dire che bisogna ripartire dal lavoro e non dall'assistenzialismo o dalla sudditanza all'Unione europea», ha detto ieri Rizzo in Sant’Ambrogio a Firenze e s’è capito che il vero antagonista del Pc è il Pci. Non si sa se sia una opzione programmatica quella di Tiziana Vigni, avvocato cassazionista e candidata governatrice del Movimento 3V libera scelta, che piace ai NoVax e ai NoMask. La chiusura sarà in piazza Santo Spirito alle 17.30, il fulcro della movida che in estate ha tenuto col fiato sospeso gli epidemiologi per il timore di focolai, visto il tasso di libertinismo (eufemismo, ndr) nei confronti delle norme anti-covid mostrato dai suoi frequentatori. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web