Italia
Le imprese toscane chiedono alla politica un “piano industriale”
Presentato a Firenze lo studio della Scuola Sant’Anna sulle direttrici di sviluppo per l’economia regionale
FIRENZE
Le imprese toscane chiedono un “piano industriale” per la regione. Presentato, ieri, lo studio realizzato dall’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per conto di Confindustria Toscana sulle direttrici di sviluppo per l’economia della regione. Lo studio completa il percorso della campagna #Impattotoscana.
Otto le direttrici di sviluppo identificate – Economia circolare, Ricerca e innovazione, Sanità salute e benessere, Industria 4.0 e digitale, Transizione energetica, Infrastrutture, Mobilità e sviluppo, Agro-alimentare, Formazione e capitale umano – quattro i pilastri su cui far crescere la manifattura di domani: digitalizzazione per una Toscana in rete; infrastrutture per una Toscana connessa con se stessa e con il mondo e per sfruttare la domanda pubblica interna in una fase di scarsa domanda privata ed estera; formazione per una Toscana intelligente e in linea con i fabbisogni delle sue imprese; pubblica amministrazione per una Toscana semplice e “amica” delle sue imprese.
«Le imprese toscane chiedono un piano industriale per la regione – ha sottolineato il presidente di Confindustria Toscana Alessio Marco Ranaldo – una visione di sviluppo e crescita supportata da un cronoprogramma di azioni anticrisi molto serrato che rimetta al centro il lavoro e l’impresa. Temi che ancora non vediamo rappresentati in modo adeguato, nel dibattito politico». Ranaldo ha posto anche l’accento sulla necessità che il futuro governo della regione intervenga su questi nodi di sviluppo, attraverso interventi normativi di riforma e semplificazione e misure di agevolazione. Le risorse in arrivo dall’Europa rappresentano in questo senso un’opportunità unica, che richiede la massima convergenza di obiettivi tra imprese e istituzioni.
«I contenuti dello studio dell’Istituto di management sono stati pienamente condivisi nell’incontro – ha sottolineato il professor Marco Frey dell’Istituto di management del Sant’Anna – in modo articolato dagli industriali toscani, nelle linee generali dai candidati alla presidenza della Regione. Appare infatti indispensabile condividere una visione di futuro per la Toscana collegata alla Agenda 2030 delle Nazioni Unite e Green Deal europeo, che sappia indirizzare una serie di priorità indispensabili per una ripresa dell’economia. Tra queste vi è il supporto alle transizioni in corso: quella verso l’economia circolare, quella energetica, quella alimentare, quella digitale. Per consentire i passi in avanti richiesti è necessario potenziare i fattori abilitanti: come le infrastrutture, la ricerca e l’innovazione, il sistema sanitario, il capitale umano e sociale». —
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