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Toscana

nel torinese 

Avvelena l’anziano con il liquido per auto Arrestata badante

Avvelena l’anziano con il liquido per auto Arrestata badante

Per l’accusa la donna, 46 anni, voleva appropriarsi della casa del suo assistito: ora è ai domiciliari

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TORINO

Lo chiamava affettuosamente “il nonno” raccontando di come era riuscita a cambiargli la vita. «L’ho portato al mare, alle feste. Con me è tornato a vivere», diceva Fanny C. badante peruviana di 46 anni, che invece due giorni fa è stata arrestata con l’accusa di aver avvelenato l’anziano, un 88enne residente a Sant’Antonino di Susa, nel Torinese. Per i pubblici ministeri Francesco Pelosi e Lisa Bergamasco, che accusano la donna di tentato omicidio, avrebbe agito per una casa. Secondo l’accusa, gli avrebbe fatto ingerire del liquido per auto, del comune “paraflu” lasciato in una bottiglietta d’acqua sul tavolo della cucina.

Era il 23 giugno 2019 e l’uomo venne ricoverato in Rianimazione, in gravi condizioni, riuscendo a riprendersi soltanto dopo molti mesi. È stata la stessa Fanny a dire ai medici che “il nonno” era in quelle condizioni perché «aveva bevuto il liquido refrigerante».

La conoscenza tra i due andava avanti da diversi mesi, tanto che nel 2016 la donna aveva anche acquisito la nuda proprietà dell’alloggio dell’anziano. L’uomo non ha figli, ma c’è un amministratore tutelare che, insospettito dal passaggio di proprietà della casa, è intervenuto e ha denunciato la donna per circonvenzione d’incapace, procedimento giudiziario che stava andando avanti proprio in questi giorni, con un’udienza fissata ieri, rinviata dopo l’arresto della donna.

Alla badante è stato anche intimato di lasciare la casa, ma non lo ha fatto: ha continuato a vivere con l’uomo e ad accudirlo. Come non fosse successo nulla. «L’ho sempre accudito anche facendogli fare tutti gli esami per la sua salute: in tanti possono testimoniare ciò che ho fatto per lui», ha detto Fanny agli inquirenti.

Due anni dopo quella bottiglietta sul tavolo, la corsa in ospedale e l’avvelenamento, è stata accolta la richiesta della misura cautelare, che era stata respinta precedentemente perché secondo il gip non c’erano abbastanza elementi per sostenere la tesi del tentato omicidio. Il ricorso ha dato ragione agli inquirenti. Ed è così che la 46enne è stata arrestata dai carabinieri di Susa. La badante si trova ora ai domiciliari. —

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di Redazione web