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Ceccardi: "La donna che ha aggredito Salvini ha un passato criminale". Ma per la Questura è pulita

Matteo Leoni
 Ceccardi: "La donna che ha aggredito Salvini ha un passato criminale". Ma per la Questura è pulita

Non si placano le polemiche dopo l'aggressione a Salvini: Susanna Ceccardi ha attaccato Fatuma Auriane in tv

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Uno scivolone, comunque un piccolo giallo. Intervenendo a Mattino Cinque, programma su Canale 5, la candidata del centrodestra alla Regione Toscana Susanna Ceccardi ha attaccato la donna, trentenne del Congo, che mercoledì ha strattonato Matteo Salvini strappandogli la camicia e il rosario. L'ha accusata di non essersi redenta dal suo passato di criminalità. Una vita di illegalità, quella a cui si riferisce Ceccardi, che però non si capisce quando la giovane donna abbia condotto, dato che alla questura di Firenze non risulta niente di tutto questo. Da chi l’ha saputo, dunque? Quali le sue fonti? O le cose stanno diversamente?

«A quanto pare non si è redenta dalla sua violenza, che ha dimostrato di avere in passato» ha detto Ceccardi, rispondendo alla domanda del giornalista. «Quella signora ha avuto un passato dedito alla criminalità, poi sembrava almeno che ne fosse uscita; adesso lavora per il Comune di Pontassieve, è mediatrice culturale», tuttavia, ha aggiunto, «anche il lavoro che ha fatto il Comune di Pontassieve per l'integrazione di questa persona probabilmente è fallito». Ma, stando a quanto fatto sapere dalla questura di Firenze sin dalle prime ore dopo l'aggressione a Salvini, e ribadito anche ieri, nel passato della donna non ci sarebbe proprio niente da farsi perdonare. La polizia fa sapere ufficialmente che la donna congolese risulta incensurata, ossia priva di precedenti penali. Significa che non ha mai avuto condanne. Al momento non è dato sapere a cosa si riferissero le affermazioni di Ceccardi relative al suo passato. Lo staff della candidata, interpellato in merito, nel momento in cui stiamo scrivendo non ha ancora fornito una risposta. La donna vive da molti anni a Pontassieve, dove è ben integrata, tanto che chi la conosce racconta di non sapersi spiegare come possa essersi resa protagonista di un gesto così violento. Fino a mercoledì non avrebbe mai avuto un solo problema con le forze dell'ordine. Un anno fa sarebbe stata vittima di un'aggressione xenofoba, mai denunciata alle forze dell'ordine ma di cui aveva informato il Comune di Pontassieve. Il primo aprile 2019 alla stazione ferroviaria del paese uno sconosciuto le sputò addosso e le disse di andare via dall'Italia: "Vattene scimmia". Ora si trova a casa, in stato di forte agitazione per quanto accaduto. Per l'aggressione a Salvini dovrà rispondere delle accuse di violenza privata e turbativa di comizio elettorale. Oltre ai guai giudiziari, la trentenne, volontaria del servizio civile alla polizia municipale del Comune di Pontassieve, rischia procedimenti disciplinari sul lavoro. Per ora, fa sapere il Comune, non è arrivata alcuna comunicazione di azioni a suo carico, che dovrebbero essere intraprese dal servizio civile nazionale. Nessuna dichiarazione sulla vicenda è arrivata ieri dal sindaco Monica Marini, la cui bacheca fb è stata inondata di offese, molte delle quali sessiste, dopo che due giorni fa aveva condiviso il post dell'associazione Pontassieve Futura in cui Salvini veniva definito "ospite non gradito" a Pontassieve.

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di Redazione web