Gioco
«Fammi la foto sotto l’arco»: crolla la trave e muore schiacciata davanti al fidanzato
Eleonora Parisi, 43 anni, si appende a una struttura in cemento armato dell’ex discoteca Imperiale che cede di schianto
tirrenia
«Guarda che bello il giardino. Dai fammi una foto sotto l’arco». Sono state le ultime parole di Eleonora Parisi, 43 anni, di Settimo Torinese, turista per un giorno e vittima di una morte da manuale dell’assurdo.
Erano le 12,15 circa quando la trave ornamentale nell’area verde del Bagno Imperiale è crollata addosso alla donna. Si era appesa alla struttura per uno scatto fotografico in posa chiesto al compagno, Marco Boretti, 44 anni, di Firenze.
La trave in cemento armato si è schiantata di netto colpendo il volto e il petto della 43enne che nel giro di qualche secondo è deceduta. Il fidanzato, sotto choc, ha chiamato subito i soccorsi aiutato anche da una commerciante del posto, ma all’arrivo del medico inviato dal 118 il cuore della donna aveva smesso di battere. Una dinamica tanto banale quanto tragica che ha segnato a lutto una domenica di fine estate sul litorale pisano. Morire per una foto, epilogo e sintesi di una tragedia che non ha interrotto l’attività dello stabilimento balneare, né quelle commerciali nei paraggi.
La coppia era arrivata a Tirrenia in treno da Firenze. Lei torinese, addetta in una ditta di pulizie, lui di Firenze, qualche lavoretto saltuario nelle palestre, si frequentavano da alcuni mesi. Quando potevano si incontravano e passavano insieme i weekend.
Dopo aver dormito sabato in un bed & breakfast nel Fiorentino, Eleonora e Marco ieri mattina sono arrivati nella località turistica. Un caffè nel bar del complesso Imperiale e poi la decisione di andare nella spiaggia libera. Avevano già comprato i biglietti per il rientro a casa.
La visita a Tirrenia non era stata casuale. Entrambi, lei soprattutto, erano stati frequentatori della storica discoteca Imperiale che negli anni Novanta era il tempio della musica techno house a livello nazionale. E proprio nel giardino della tragedia si trovava l’ingresso nel locale, attraverso le colonne, simulacro dei fasti della Roma imperiale, rimaste come vestigia di un’archeologia del popolo della notte e anche dell’alba. Un viaggio a ritroso nel tempo con una foto a fissare un passato di giovinezza e libertà. La trave, sfaldata sotto il peso della donna appesa, ha annientato la vita della 43enne in una frazione di secondo. Dopo i rilievi dei carabinieri, con il sequestro dell’area e della trave spezzata, il corpo è stato trasferito all’istituto di medicina legale e oggi il magistrato Giovanni Porpora disporrà l’autopsia.
«La trave è venuta giù di botto, all’improvviso. È stato tutto velocissimo. Non ho potuto fare niente per salvare Eleonora».
Marco Boretti ripete come un mantra la sequenza stampata con la ferocia di una morte violenta. E lui impotente di fronte a una scena quasi irreale.
«Non chiedetemi niente, non ho parole». Cammina verso la macchina dei carabinieri e quando i cronisti si avvicinano Boretti allunga il passo e non se la sente di raccontare quello di cui è stato unico testimone. Uno choc che l’ ha inebetito fino all’arrivo dei soccorritori e dei carabinieri. Gli fanno coraggio anche i dipendenti del Bagno Imperiale. «Le avevo detto di non entrare» spiega ai militari e anche alla persona dall’altro capo del telefonino a cui confida lo sconforto per una morte a distanza ravvicinata che l’ha stravolto. Lo hanno sentito i militari della Stazione di Tirrenia e della Compagnia per ricostruire un episodio all’apparenza chiaro nel suo sviluppo fino all’epilogo fatale. Al passaggio del cadavere nel sacco verde il fidanzato si è fatto il segno della croce e ha accompagnato con lo sguardo Eleonora tenendo la mano destra sul cuore mentre veniva caricata sul furgone diretta a medicina legale. —
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