Gioco
la guerra dei bus
Trasporto pubblico locale, il giudice dichiara inammissibile il ricorso della Regione
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Un autobus urbano a LivornoLa Toscana chiedeva di imporre al consorzio One Scarl (Mobit), attuale gestore del servizio, il trasferimento immediato degli immobili e dei bus ad Autolinee toscane spa, aggiudicataria della gara. Rossi: "Gara corretta, andremo avanti, il contenzioso va risolto"
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FIRENZE. Il tribunale civile di Firenze ha dichiarato inammissibile la causa civile intentata dalla Regione Toscana per imporre al consorzio One Scarl (Mobit), attuale gestore del servizio di trasporto pubblico su gomma regionale, il trasferimento immediato degli immobili e dei bus ad Autolinee toscane spa, aggiudicataria della gara.
Secondo quanto appreso, il giudice avrebbe dichiarato di non avere titolo per decidere sulla questione, considerata di competenza del giudice amministrativo.
Nel ricorso d'urgenza presentato al giudice civile, la Regione Toscana aveva chiesto la consegna immediata ad Autolinee toscane spa, aggiudicataria della gara, delle chiavi dei bus e degli immobili da parte del consorzio One Scarl, attuale gestore del servizio.
Secondo quanto affermato dall'ordinanza firmata dal giudice Ilaria Benincasa tuttavia, la decisione sarebbe di esclusiva competenza del giudice amministrativo, e non di quello civile.
"In relazione alla fattispecie oggetto di controversia - si legge nell'ordinanza - non è configurabile la giurisdizione del giudice ordinario, ma quella esclusiva del giudice amministrativo", poiché "il caso in esame verte in materia di affidamento di un pubblico servizio".
Inoltre, sottolinea sempre Benincasa, anche ammesso che il giudice civile fosse competente, la Regione Toscana non sarebbe legittimata a promuovere il ricorso, che potrebbe essere avviato solo dal vincitore della gara.
Respinta dal giudice anche la richiesta di Autolinee toscane, che aveva aderito integralmente al ricorso della Regione. Pur ammettendo che sulla questione fosse competente il giudice civile, si afferma sempre nell'ordinanza, Autolinee non sarebbe stata legittimata a presentare ricorso d'urgenza, ammissibile solo se avesse dimostrato di stare subendo, a causa del mancato passaggio di consegne, un danno economico grave e tale da non poter essere riparato in un giudizio ordinario.
La Regione e Autolinee toscane spa sono state anche condannate in solido a rimborsare le spese di lite per un totale di circa 40mila euro. Soddisfazione per le decisione è stata espressa dall'avvocato Pier Matteo Lucibello, che assiste alcune delle società del consorzio One Scarl.
E sulla vicenda interviene il presidente della Regione Enrico Rossi: "La Regione Toscana verificherà le motivazioni in base alle quali il tribunale di Firenze ha detto di non essere competente in materia e si riserva, attraverso la propria avvocatura, di valutare un reclamo al collegio".
"L'ordinanza del tribunale civile - osserva Rossi - non mette in discussione, anzi conferma, il contratto che è stato stipulato per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale alla società Autolinee toscane, che ha vinto regolarmente la gara".
La Regione "sollecita la società Autolinee toscane ad intraprendere tutte le iniziative per rientrare in possesso dei beni e dei depositi per iniziare il servizio". Il governatore osserva poi che "stiamo perdendo altro tempo, con un ulteriore aggravio dei costi, a causa dell'atteggiamento ostruzionistico del raggruppamento Mobit. In tempi come questi poter disporre di 2 milioni di risorse in più ogni mese sarebbe utilissimo, vista la necessità di ampliare i servizi a favore dell'utenza scolastica, in occasione della riapertura delle scuole". Per questo Rossi auspica che "quanto prima si giunga alla definizione del contenzioso".
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