Il Tirreno

Toscana

Cristalli in frantumi

Fabrizio Brancoli
Cristalli in frantumi

Un post di Enrico Letta sui social sulla stato della nostra Terra e la risposta di uno scienziato di Cambridge simile all'irruzione di un rinoceronte ubriaco in una cristalleria

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Alle sei meno un quarto di martedì pomeriggio Enrico Letta prende carta e penna, si fa per dire, e scrive poche righe sui social: «Se avessi la bacchetta magica vorrei che questo semplice grafico fosse visto da tutti. Soprattutto da coloro che decidono». Il grafico è predisposto da Ben Gregory e diffuso dal politologo bostoniano Ian Bremmer. Dura 24 secondi. È piuttosto semplice e mostra le variazioni di temperatura sulla Terra nel corso dei secoli dopo Cristo.

Ecco, mentre aspettiamo le elezioni toscane, questo filmatino, a guardarlo, fa un po’ impressione. Dall’anno zero al 2000, la tendenza è simile, con alti e bassi, tipo elettroencefalogramma; negli ultimi vent’anni invece il riscaldamento si impenna in modo verticale e angosciante. Siamo a 0,6 gradi di aumento, cosa mai accaduta dalla notte di Betlemme. È un tema poco sexy, che non scalda (ops) il dibattito? Può darsi. Ma se pensiamo che questa storia ha a che fare con le alluvioni di casa nostra, con l’erosione costiera o con i consumi di energia, magari ritroveremo interesse.

Sotto al grafico si sviluppa un confronto serio. Qualcuno, scettico o caustico, giudica impossibile che nell’antichità si registrassero i dati climatici; ma gli viene risposto che in realtà esistono metodi di datazione, connessi alle rocce, al mare, al ghiaccio antartico. Altri sono critici perché venti secoli, dicono, sono niente; l’uomo è sulla Terra da 250mila anni e il grafico è una forzatura. È una dialettica alta. Leggo di carbonio, polline e isotopi; di storia e glaciazioni. Non posso farmi opinioni risolutive ma il tema mi avvince. Ed è cruciale per il mondo.

Poi succede una cosa improvvisa, come se un rinoceronte ubriaco facesse irruzione in una cristalleria. Arriva quello che presumo essere uno scienziato di Cambridge o del MIT. Porta il suo fondamentale contributo con la seguente frase, rivolta a Letta: «Torna a Bibbiano».

Il cristallo è fragile, va in frantumi. E tramonta, malinconica, ogni mia fiducia.

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