La manifestazione
Cristalli in frantumi
Un post di Enrico Letta sui social sulla stato della nostra Terra e la risposta di uno scienziato di Cambridge simile all'irruzione di un rinoceronte ubriaco in una cristalleria
Alle sei meno un quarto di martedì pomeriggio Enrico Letta prende carta e penna, si fa per dire, e scrive poche righe sui social: «Se avessi la bacchetta magica vorrei che questo semplice grafico fosse visto da tutti. Soprattutto da coloro che decidono». Il grafico è predisposto da Ben Gregory e diffuso dal politologo bostoniano Ian Bremmer. Dura 24 secondi. È piuttosto semplice e mostra le variazioni di temperatura sulla Terra nel corso dei secoli dopo Cristo.
Avessi la bacchetta magica? Vorrei che questo semplice grafico fosse visto da tutti. Soprattutto da coloro che decidono. https://t.co/774AqtqZl2
— Enrico Letta (@EnricoLetta) August 25, 2020
Ecco, mentre aspettiamo le elezioni toscane, questo filmatino, a guardarlo, fa un po’ impressione. Dall’anno zero al 2000, la tendenza è simile, con alti e bassi, tipo elettroencefalogramma; negli ultimi vent’anni invece il riscaldamento si impenna in modo verticale e angosciante. Siamo a 0,6 gradi di aumento, cosa mai accaduta dalla notte di Betlemme. È un tema poco sexy, che non scalda (ops) il dibattito? Può darsi. Ma se pensiamo che questa storia ha a che fare con le alluvioni di casa nostra, con l’erosione costiera o con i consumi di energia, magari ritroveremo interesse.
Sotto al grafico si sviluppa un confronto serio. Qualcuno, scettico o caustico, giudica impossibile che nell’antichità si registrassero i dati climatici; ma gli viene risposto che in realtà esistono metodi di datazione, connessi alle rocce, al mare, al ghiaccio antartico. Altri sono critici perché venti secoli, dicono, sono niente; l’uomo è sulla Terra da 250mila anni e il grafico è una forzatura. È una dialettica alta. Leggo di carbonio, polline e isotopi; di storia e glaciazioni. Non posso farmi opinioni risolutive ma il tema mi avvince. Ed è cruciale per il mondo.
Poi succede una cosa improvvisa, come se un rinoceronte ubriaco facesse irruzione in una cristalleria. Arriva quello che presumo essere uno scienziato di Cambridge o del MIT. Porta il suo fondamentale contributo con la seguente frase, rivolta a Letta: «Torna a Bibbiano».
Il cristallo è fragile, va in frantumi. E tramonta, malinconica, ogni mia fiducia.
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