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Toscana

I FUNERALI

I ristoratori fiorentini in Santa Croce danno l'addio al collega che si è tolto la vita

I ristoratori fiorentini in Santa Croce danno l'addio al collega che si è tolto la vita

Il portavoce del gruppo Ristoratori Toscana: "La moglie mi ha detto che si sono sentiti abbandonati". Il 31 agosto un flash mob davanti alla Regione "per denunciare l'insufficienza di aiuti per il settore della ristorazione"

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Attimi di silenzio densi di commozione, poi un lungo applauso quando la bara scorre fuori dalla basilica di Santa Croce portata a spalla. Così i ristoratori fiorentini hanno salutato l'ultima volta il collega 44enne che si è tolto la vita nel suo locale del centro. I funerali si sono tenuti in forma privata ma all'esterno c'erano gli amici e gli altri ristoratori fiorentini, una cinquantina di persone che non ce l'hanno fatta a mancare, ed erano presenti nella piazza dove hanno scandito il nome del collega. 

L'ingresso era presidiato dalla polizia municipale, che ha fatto entrare solo gli autorizzati. Tra questi, il portavoce del gruppo Ristoratori Toscana, un'associazione giovane ma già molto rappresentativa, Pasquale Naccari, che ha avuto un breve colloquio con la moglie del 44enne. "La moglie mi ha detto che si sono sentiti abbandonati dalle istituzioni - ha reso noto Naccari ai giornalisti -. La famiglia mi ha chiesto di far conoscere il dolore che stanno attraversando".

Sullo sfondo di piazza Santa Croce, si notano i bandoni abbassati di alcuni negozi, ma non c'è lutto cittadino: sono quelli che per il momento non riaprono. Vivono solo di turismo e il crollo da pandemia è un macigno insuperabile adesso. E' la stessa crisi che, stando alle testimonianze dei negozianti della zona, avrebbe instillato nel ristoratore un lacerante timore per il futuro della sua attività.  Alla cerimonia era presente il sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha manifestato sin da subito la sua vicinanza alla famiglia, insieme agli assessori comunali Federico Gianassi e Cecilia Del Re.

In città ci sono già iniziative per ricordarlo. Per testimoniare la vicinanza della categoria e della città alla famiglia, la Confcommercio Firenze ha aperto una sottoscrizione per offrire una borsa di studio ai figli. La prima quota versata, 5.000 euro, è stata di Fipe-Confcommercio, la federazione nazionale dei pubblici esercizi. E lunedì prossimo il Gruppo Ristoratori Toscana ricorderà il collega con un sit-in davanti alla sede della Regione Toscana "per denunciare l'insufficienza di aiuti per il settore della ristorazione".

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