Gioco
Ristoratore fiorentino si toglie la vita, il dolore dei colleghi del centro. "Era preoccupato per il futuro"
L'estremo gesto di un imprenditore del centro. Confcommercio: "La sua morte è una sconfitta per tutta la categoria"
FIRENZE. Non tanto i debiti, fatti per investire nell'acquisto del fondo dove c'è il ristorante, ma l'incertezza sul futuro - con l'incubo di un nuovo lockdown - tormentava il ristoratore trovato suicida a Firenze. Un gesto estremo dietro al quale probabilmente non c'è una sola causa, ma i suoi colleghi e le associazioni di categoria non hanno dubbi: la crisi del comparto conseguente all'emergenza covid ha avuto un peso.
Di sicuro condivideva il disagio di tanti commercianti per i quali il flusso di cassa è decisivo per far tornare i conti. E, dice chi lo conosceva bene, le incognite sul futuro - si apre, si chiude, ci sarà un nuovo lockdown? - lo hanno "frastornato, reso fragile". Non si è ucciso per depressione, né per problemi personali, assicurano. Non ha lasciato nessun biglietto, nessun messaggio. Nel pomeriggio il fratello parla in tv e inquadra il gesto in un clima generale. "Si stanno dicendo cose sbagliate e voglio correggerle. Le difficoltà economiche fortunatamente non c'erano perché l'azienda era sanissima. E' un'azienda di famiglia, dall'87 mio padre aveva il locale e lo abbiamo sempre avuto noi. E non sono stati mai fatti debiti, né presi prestiti. Non sono stati fatti fino al momento del lockdown", ricostruisce, perché "circa un mese e mezzo prima è stato acquistato il fondo da mio fratello con un leasing aziendale".
Poi l'Italia chiude. E il ristorante azzera di colpo i ricavi. Dunque "il problema è stato l'incertezza del futuro, non il debito" a minare la psiche del ristoratore "perché quando uno fa un investimento lo fa per cercare di ampliare l'azienda e di stare meglio. Il problema è stata l'incognita su quello che sarebbe avvenuto poi". "Non ti davano la certezza - dice ancora, usando una forma impersonale - , una nuova chiusura, un nuovo lockdown, è questo che ha reso la persona fragile".
Subito, alla notizia della morte, il tam tam dei colleghi esercenti si è fatto forte. E la causa è stata vista, appunto, nella crisi. Il disagio è diffuso, il turismo non gira per queste attività. Confcommercio e Confesercenti parlano di "sconfitta di tutti" e si dolgono di non aver potuto incidere di più ai tavoli di trattativa. Le categorie degli artigiani solidarizzano e si sentono sulla stessa barca. Secondo la Federazione dei cuochi si tratta di una "tragedia annunciata". Il sindaco Dario Nardella è andato a trovare la famiglia e chiede a tutti, parlando alla città, di restare uniti invitando al raccoglimento. Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, in campagna elettorale, avverte: "E' un grido d'allarme". "Gesto che deve far riflettere", dice l'avversaria Susanna Ceccardi. Da Roma Giorgia Meloni parla di "storia che lascia impietriti,e che racconta il dramma di centinaia di migliaia di imprenditori schiacciati dalla grave crisi economica e lavorativa causata dal Coronavirus". "Non si può abbandonare partite Iva e imprenditori al loro destino", scrive il leader leghista Matteo Salvini.
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