Il Tirreno

Toscana

Le ipotesi sul decesso secondo l’associazione penelope 

«Per noi è stato un incidente L’autopsia darà le risposte»

alessandro bientinesi

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palaia (pisa)

Bisogna trovare l’auto prima possibile». Emanuela Zuccagnoli, presidente dell’associazione Penelope Toscana Odv, lo aveva detto sabato, prima che ritrovassero Simona Bimbi. «Per circoscrivere le ricerche dobbiamo individuare la Hyundai i10 bianca. Ogni segnalazione di una vettura simile parcheggiata male o posta a bordo strada in maniera strana saranno utilissimi».

L’auto della donna scomparsa da casa il 18 agosto da Forcoli, in effetti, era in fondo a un burrone. Il suo corpo all’interno, in una strada al confine tra Chianni e Castellina Marittima. È presto per avanzare qualsiasi ipotesi, anche se Emanuela Zuccagnoli, che si occupa da anni di sostenere le famiglie di persone scomparse e di assisterle psicologicamente e legalmente, oltre che di supportare le ricerche, come prima ipotesi valida per il decesso dà quella dell’incidente. «Solo l’autopsia potrà stabilire con maggiore certezza l’accaduto. La mia sensazione è che Simona non avesse scelto una meta precisa – spiega Emanuela Zuccagnoli, che fin dalle prime ore della scomparsa era in contatto con il marito della vittima e che il pomeriggio antecedente al ritrovamento era a Forcoli –. Stava probabilmente girando a vuoto, senza seguire un percorso lineare. Posso dire sicuramente, anche parlando con i familiari, che non c’era un legame particolare con i luoghi nei quali è stata trovata».

Simona Bimbi esce di casa alle 9 del 18 agosto e viene vista da una delle due figlie. Le dice che andrà a fare un giro e sale in auto. Per agganciare la cella telefonica a San Vivaldo la distanza è di circa 20 chilometri. La maestra, in un percorso lineare, avrebbe impiegato meno di mezz’ora per arrivarci. Invece transita da quel punto alle 12.30. Non conoscendo il suo percorso difficile capire per quanto ancora abbia guidato. Sicuramente, da casa sua a San Vivaldo e dalla zona di Montaione fino alla strada di Montevaso dove la donna ha perso la vita, ci sono circa 65 chilometri. «Ma siamo certi che la sua non fosse una direzione diretta. Ipotizziamo il passaggio da casa a San Vivaldo, altri giri nella zona fino allo spostamento verso Castellina. Ma se fosse così, e i tempi nei quali avrebbe fatto quale percorso, solo l’orario di morte potrà dircelo. Occorre aspettare l’autopsia – spiega ancora Emanuela Zuccagnoli - Penso a un incidente perché questo vagare può essere utile per pensare, a volte anche staccare la mente. Cosa sia successo in quel punto, però, non possiamo dirlo adesso. Ma resta come prima ipotesi valida quella dell’incidente». Ora l’associazione Penelope resterà al fianco dei familiari. «C’è stata in questi giorni una grande mobilitazione, a partire dalla comunità di Forcoli. Ma per la famiglia inizia un percorso difficile ora, non solo dal punto di vista emotivo – conclude Emanuela Zuccagnoli - Abbiamo il mandato di rappresentare legalmente la famiglia di Simona. E nei prossimi mesi resteremo vicini a tutti coloro che a Simona volevano bene». —

alessandro bientinesi

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