Il Tirreno

Toscana

VERSO LE elezioni

Regionali, la Toscana va al voto: 8 candidati governatori e 16 liste

Ilaria Bonuccelli
Regionali, la Toscana va al voto: 8 candidati governatori e 16 liste

In corsa anche i no vax, il Pci e l'omonimo di Salvini

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Non ci manca proprio nessuno nel “laboratorio Toscana”, esperimento da elezioni regionali con vocazione da test politico capace di decidere, le sorti del governo. C’è il centrosinistra; il centrodestra e il Movimento 5 stelle. Poi, c’è tutta quella galassia di liste e candidati e presidenti - comunisti (coi distinguo) e no vax, verdi di varie sfumature, laici di vario livello - che sbrindella destra e sinistra. E che può infastidire parecchio i favoriti. Perfino aspirare a mandare - per la prima volta - la Toscana rossa al ballottaggio. Rendendola contendibile come non mai. Del resto con 8 aspiranti presidenti e 16 liste, la corsa è a ostacoli. Per tutti.

I candidati che sulla carta vengono dati come avvantaggiati - non è un mistero - sono l’uscente presidente del consiglio regionale Eugenio Giani (Pd), centrosinistra, e l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi, centrodestra. Entrambi scafati, adottano una strategia simile: avere tante liste a sostegno. Giani 6 e Ceccardi 4. Giani ne ha una - Orgoglio Toscano che rappresenta varie anime (Pri, Psi, Italia dei Valori, Centro democratico). Solo quella che sostiene il suo antagonista di sinistra Tommaso Fattori - l’uomo che si prefigge di farlo arrivare al ballottaggio - ha una lista con più “anime”: in Toscana a Sinistra, infatti, confluiscono Rifondazione, Sinistra Italiana, Sinistra anticapitalista, Potere al popolo e vari movimenti locali (da Repubblica Viareggina e Buongiorno Livorno fino a sinistra per Siena). Tutta salute: è il modo migliore - pensano gli aspiranti presidenti - per far correre i candidati. Infatti, in consiglio regionale si arriva con le preferenze. Con i voti veri.

Ecco perché i partiti, di fatto, hanno snobbato i listini bloccati e hanno voluto coinvolgere molti movimenti. Molta società civile: se si vuole un seggio in Regione bisogna farsi votare. E par farsi votare - come dice a ogni comizio Matteo Salvini - bisogna convincere «quelli che di solito restano a casa». Perché il Capitano ha capito che una parte (importante) di queste elezioni si gioca sugli astenuti. Chi convince più insofferenti, più indifferenti è un pezzo avanti. E al centrodestra conviene darsi da fare. Per due ragioni: mai, come in questo momento, è stato a poca distanza (anche in Toscana) dal centrosinistra. Almeno stando ai sondaggi che circolano. In secondo luogo, Susanna Ceccardi deve scrollarsi di dosso il fastidio che le può derivare dalla lista di disturbo che le ha piazzato Roberto Salvini, consigliere regionale uscente, ed ex esponente della Lega. Con il quale i rapporti sono tutto meno che idilliaci.

Roberto Salvini punta proprio sul cognome per confondere i leghisti e sottrarre un po’ di voti agli ex amici del centrodestra. Che, invece, sperano che la sua lista non abbia raggiunto il numero di firme necessarie per essere ammessa alla competizione elettorale. A Lucca, ad esempio, il tribunale avrebbe escluso per insufficienza di firme degli elettori presentatori la lista di Roberto Salvini “patto per la Toscana”, come altre collegate a Giani (tipo Toscana Sinistra civica ecologista) o Orgoglio Toscano.

Ma i vari esponenti annunciano che presenteranno una dichiarazione per far presente di essere collegati a consiglieri regionali già presenti nella legislatura in fase di conclusione e che, quindi, in base a una norma della Toscana, possono presentare le liste con un numero di firme inferiori a quelle richieste a chi non si è mai candidato. Come, ad esempio, Tiziana Vigni, avvocata, esperta di questioni ambientali che rappresenta il Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità): infatti il movimento che ha come primo obiettivo «abolire tutti gli obblighi di legge in ambito vaccinale» non è riuscita a raccogliere firme a sufficienza per presentarsi in tutte le 13 circoscrizioni elettorali della Toscana. Non sarà, ad Arezzo, Massa, Grosseto e Lucca.

In compenso, con orgoglio il maremmano Marco Barzanti riporta in Toscana il Pci alle elezioni. Da non confondere con il Partito comunista che sarà rappresentato dal candidato Salvatore Catello. Invece, M5S - che corre da solo - punta su una donna. Una consigliera uscente: Irene Galletti. —

 

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