Attenzione
Test sierologici ai professori, appello ai medici di base. «Ma per noi ci sono troppi rischi»
Al via la campagna regionale per il ritorno a scuola con esami a tutto il personale. A fare i test sierologici dovrebbero essere in via prioritaria i medici di base. I dubbi dei dottori: «Ci sono molti rischi». L’Ordine: «È un dovere deontologico»
FIRENZE. Si punge un dito e si preleva una gocciolina di sangue. Nel giro di pochi minuti il bastoncino di plastica dà il responso: il test sierologico è negativo o positivo. Sembra facile, ma evidentemente non lo è. Per alcuni medici di medicina generale lo screening del personale scolastico può diventare rischioso se fatto in ambulatorio.
«È un dovere deontologico. Siamo in una situazione di emergenza, invito i colleghi ad aderire alla campagna di screening ed a fare i veri medici». Il monito è di Teresita Mazzei, presidente dell’Ordine dei medici di Firenze che conta circa novemila iscritti, dei quali 1.100 medici di base: sono quasi la metà di coloro che esercitano la professione in tutta la Toscana.
I test gratuiti per insegnanti, custodi e amministrativi, messi a disposizione della Regione, prenderanno il via da lunedì prossimo fino al 5 settembre. Non sono obbligatori ma raccomandati prima del rientro in classe. Ma non è obbligatorio nemmeno per i medici di famiglia eseguire i test sui propri pazienti.
PARERI DISCORDANTI
A Prato hanno alzato la voce alcuni coordinatori di Aft, le aggregazioni territoriali dei medici di famiglia. «E se un nostro paziente dovesse risultare positivo?», è la domanda che si pone Rosanna Sciumbata, che è anche vicepresidente dell’Ordine pratese dei medici. Le chat dei professionisti sono in fibrillazione. Alcuni storcono la bocca, altri (pochi) si stanno organizzando per i test anticovid, in qualche caso anche a domicilio. «La procedura – ricorda Sciumbata – richiede tutta una serie di attenzioni che il medico non sempre può garantire all’interno del suo ambulatorio, dalle sanificazioni ai percorsi differenziati di entrata e uscita».
In una circolare della Regione a firma del direttore Carlo Tomassini, si legge che per effettuare lo screening il personale scolastico si rivolgerà «in via prioritaria» al proprio medico e, laddove non è possibile, agli ambulatori delle Asl. «Premesso che non ci sono obblighi – sottolinea il segretario regionale della Fimmg, Alessio Nastruzzi – sarebbe auspicabile che i colleghi aderissero a quella che è un’ordinanza governativa».
E l’ordinanza è quella firmata dal commissario straordinario Domenico Arcuri il 24 luglio per un ritorno sui banchi in sicurezza, in base alla quale toccherebbe proprio ai medici fare i test, una volta muniti dei kit sierologici necessari. Tuttavia, il rappresentante toscano della Fimm (il sindacato più rappresentativo della categoria) non può parlare a nome di tutti i medici. «Io i test li farò… Non sono uno che predica bene e razzola male. Mi sto muovendo per andare a ritirare i kit». Il sierologico non comporta nessun tipo di introito per i medici: si tratta solo di un’incombenza in più.
SETTANTAMILA TEST
Potenzialmente in Toscana i medici massimalisti (quelli con 1.500 pazienti) disporrebbero di una trentina di kit a testa da ritirare nei presidi territoriali di competenza, per un totale di 70.000 sierologici da eseguire in ambulatorio così come quando si va a fare il vaccino antinfluenzale. Ma il Covid-19 è un’altra storia: servono mascherine Ffp2, guanti e camici monouso.
«Abbiamo dato disponibilità e collaborazione dove è possibile – ribadisce il segretario della Fimm pratese Alessandro Benelli – Ormai la nostra attività ambulatoriale è ripresa a ritmo normale. Nel caso in cui un paziente dovesse risultare positivo al sierologico e poi al tampone successivo, si rischia di chiudere l’ambulatorio».
Oltretutto, i tempi sono ristretti, tra i medici c’è chi è ancora in vacanza e ha lasciato l’ambulatorio al sostituto. «Non è un no assoluto – dicono dalla Fimmg pratese – ci sono colleghi più o meno disponibili in funzione delle possibilità della propria struttura».
I PRECARI, GLI ULTIMI
In Toscana è molto elevata la percentuale di docenti che superano i cinquant’anni, quelli da considerarsi più a rischio sul piano sanitario. Sindacati di categoria come Cisl Scuola e Flc Cgil stanno invitando i loro iscritti a fare lo screening, i presidi stanno pubblicando tutte le informazioni utili sulle pagine web degli istituti scolastici. I primi a testarsi saranno i docenti di ruolo mentre per i colleghi precari in attesa di ricevere un incarico per la supplenza annuale se ne parlerà agli inizi di settembre. Soltanto sulla base delle graduatorie provinciali non ancora definite, infatti, avverranno le nomine per l’anno scolastico 2020/2021. —
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