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Toscana

Taglio dei parlamentari 

La Consulta respinge il ricorso presentato dal senatore De Falco

La Consulta respinge il ricorso presentato dal senatore De Falco

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roma

Per la prima volta ieri una firma digitale è comparsa su un atto della Corte Costituzionale: sull’ordinanza di cui è relatore il giudice Nicolò Zanon, con cui è stato dichiarato inammissibile il conflitto sollevato dal senatore Gregorio De Falco sul referendum sul taglio dei parlamentari.

Rispetto al ricorso presentato da De Falco nei confronti del Senato, del Governo e del Presidente della Repubblica, la Consulta ha ritenuto che (riporta l’Ansa in base a una nota della Consulta) esponesse «in modo confuso e incoerente, critiche alla legge elettorale, alla riforma costituzionale, all'accorpamento delle consultazioni, all'utilizzo dei decreti legge e, infine, al procedimento di conversione in legge degli stessi, sovrapponendo argomenti giuridico-costituzionali tra loro ben distinti». Inoltre, pur sostenendo la violazione di plurimi principi costituzionali inerenti sia il procedimento legislativo sia quello di revisione costituzionale, il ricorso secondo la Consulta «non ha chiarito quali attribuzioni costituzionali del singolo parlamentare siano state in concreto lese nel corso di questi procedimenti». In realtà la Consulta ha dichiarato inammissibili tutti i quesiti posti per bloccare il referendum. La Corte (relatore Giuliano Amato) ha dichiarato inammissibile il conflitto sollevato dal Comitato promotore del referendum sul “taglio dei parlamentari” perché il Comitato non ha legittimazione soggettiva a sollevare il conflitto dato che la Costituzione non gli attribuisce una funzione generale di tutela del miglior esercizio del diritto di voto da parte dell'intero corpo elettorale. Bocciati anche i ricorsi della Regione Basilicata e di + Europa. —



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