Sicurezza
La gatta sul mio balcone e i controsensi dell’emergenza
Ultimamente c’è una gatta sconosciuta che saltando di tetto in tetto, passeggiando sui cornicioni, ogni notte arriva sul mio balcone. La piacevole sorpresa di avere un’ospite ricambiata dalle fusa. Le carezze di rito e il felino che delicatamente si struscia alle gambe miagolando. Poi il dubbio, che si propaga in due direzioni: chi è il proprietario? E se il gatto fosse il vettore del virus? Alla prima domanda, non potendo sollecitare l’animale a scaricare l’app di tracciabilità, ho pensato di porre rimedio mettendo al collare un messaggio, magari chiedendo se dall’altro lato stanno tutti bene.
Riflettendoci la richiesta suonerebbe di poco gusto, anche perché nel suo peregrinare a zonzo tra gli appartamenti riuscire a comporre la mappa completa dei luoghi visitati dall’animale, di carattere vistosamente cordiale, può essere un caso investigativo assai complesso da risolvere. Quindi, scartata l’eventualità di contattare il "padrone" sono rimasto con le classiche due alternative: lasciarlo entrare o tenerlo a distanza.
Personalmente sono per accoglierlo, facendo qualche minimo accorgimento di sicurezza. Il ministero della salute chiarisce che, ad oggi, "non ci sono prove che gli animali da compagnia possano diffondere il virus". Al momento, non c’è pericolo o non lo sappiamo ancora. "Tuttavia" spiega l’informativa ministeriale "è necessario sempre e non solo per il timore del Covid-19, che vengano adottate sempre le normali misure igieniche raccomandate da medici e veterinari per evitare la diffusione delle malattie". Insomma, muovendoci in un labirinto di ipotesi è meglio mantenere attenzione, soprattutto nei piccoli gesti che sembrano innocui, chiosano gli esperti sanitari.
Ora convincere un gatto che c’è l’emergenza è assurdo, indossare la mascherina e spruzzare l’alcool sulle zampe sono misure che non gradirebbe. Tempo perso, indubbiamente, come voler spiegare, dopo tutti questi mesi di pandemia, a qualche politico negazionista l’importanza dell’uso della mascherina in pubblico: Ille nihil dubitat qui nullam scientiam habet. Speranza vana difronte all’irresponsabile stupidità umana, visibile e tangibile. In giro atteggiamenti diseducativi più o meno gravi ce ne sono tanti, c’è ad esempio chi vuol farsi dare rimborsi di viaggio quando non ha viaggiato. E chi ha viaggiato non rispettando la quarantena.
Navighiamo in un mare di controsensi vistosamente illogici e paradossali, come l’obbligo di firmare un’autocertificazione di non positività senza aver fatto il tampone oppure, obbligare gli ultras con Daspo a presentarsi in questura durante eventi a cui nessuno poteva partecipare. La lista è lunga. La gatta dal manto grigio non avrà modo di comprendere cos’è successo nel 2020, o forse capendolo ha solamente cercato di conoscere un nuovo mondo, migrando oltre il muro.
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