Gioco
I francesi firmano l’appalto ma sarà dura avere gli autobus
Intesa fra Autolinee e Regione a più di un anno dall’aggiudicazione della maxi gara Mobit pronta a disertare gli incontri per consegnare i mezzi: «Forzatura di Rossi»
FIRENZE
Un «atto dovuto» sulla carta, un altro piccolo tassello di una guerra di posizione per la mobilità pubblica toscana che ancora non sembra volersi sbloccare. Sebbene ieri la Regione e Autolinee Toscane abbiano firmato il contratto che affida al gruppo vincitore della maxi gara la gestione del trasporto pubblico locale in regione per i prossimi 11 anni a più di un anno dall’aggiudicazione definitiva avvenuta nell’aprile 2019, passeranno ancora settimane prima del passaggio di consegne. Prima, cioè, che la società guidata dai francesi di Ratp prenda possesso dei bus, dei depositi e delle strutture oggi in mano agli sconfitti di Mobit. Fra i francesi e il consorzio sotto il cui cappello si sono riparate le 22 aziende locali da anni infatti va avanti uno scontro fatto di ricorsi ed esposti, deflagrati nelle ultime due settimane in due inchieste che scuotono il governo della Toscana e da pochi giorni anche i vertici delle aziende dei bus risultate perdenti. Esatto: da una parte un’indagine che accusa il governatore Enrico Rossi e alcuni funzionari regionali e membri della commissione della gara di turbativa d’asta nell’affidamento di un appalto miliardario, dall’altra sono 9 i rappresentanti del consorzio sconfitto ad essere indagati per interruzione di pubblico servizio, colpevoli, per i pm, proprio di aver fatto ostruzionismo e messo in atto atteggiamenti dilatori pur di rinviare la transizione. Nei prossimi giorni la Regione dovrà stilare un calendario di incontri per provare a mettere d’accordo Autolinee e Mobit davanti a un notaio. Non sarà così facile, anche se Autolinee si è resa disponibile a comprare o anche solo ad affittare il parco mezzi in attesa della sentenza del Consiglio di Stato prevista a ottobre. Così se per Bruno Lombardi, presidente di Autolinee, «la firma del contratto è un passo avanti», dice auspicando che «gli attuali gestori rispettino gli impegni procedendo al passaggio di bus, officine e depositi, nel rispetto delle misure cautelari e gli obblighi disposti dall’Autorità garante della concorrenza», da Mobit parlano di «ennesima forzatura da parte della Regione che, stravolgendo la procedura di gara, intende affidare la gestione del servizio ad Autolinee Toscane senza aspettare l'esito del giudizio al Consiglio di Stato». Certo è vero che, dopo i richiami dell’Autority, Mobit rischierebbe una dura sanzione se continuasse a sabotare il passaggio di consegne. Anche perché per contratto i francesi sono obbligati a riassorbire tutto il personale delle aziende locali. Ma è difficile che gli incontri con i notai avvengano prima di settembre, e non è detto che Mobit non li diserti. «I risparmi finanziari per la Regione sono gi noti - sottolinea Rossi - quelli in termini di miglioramento del servizio stanno scritti nel contratto».
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