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La matematica segreta: quando un albero ti dà una lezione

Fabrizio Brancoli
La matematica segreta: quando un albero ti dà una lezione

Ho incontrato un signore che è vissuto due volte. Vive a Lucca e non è un ragazzino: ha centoquarant’anni

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Ho incontrato un signore che è vissuto due volte. Vive a Lucca e non è un ragazzino: ha centoquarant’anni.

È un albero: il ginkgo biloba dell’Orto Botanico. Ve lo dico subito, è bellissimo. In autunno produce foglie di un giallo ocra acceso, che poi planano sul terreno e creano un tappeto d’oro: la magia di uno spettacolo ripetibile. È nato nel 1880 ed è andato avanti a lungo, tranquillo, in quel giardino di scienza e bellezza. Poi nella sua vita è capitato un colpo di fulmine. Ma non nel senso di innamoramento a prima vista... il colpo di fulmine è stato vero, letale. Nel 1952 si è abbattuto sulla pianta. E l’ha uccisa. O almeno così si credeva.

Il gigante gialloverde dell’Orto è morto e poi è anche risorto. La scarica elettrica l’ha incenerito; ma non è il caso di sottovalutare un albero. Là sotto, tra le radici e le falde, qualcosa reagiva. Miracolosamente, il ginkgo invece che spegnersi si è rigenerato, clonandosi. Chi passa ignaro da quella zona del parco, oggi, vede tre alberi distinti; in realtà quello è un essere vivente unico. C’è questo mistero, sotto terra: il mistero dell’unità.

Resistere al destino più brutale. Finire a pezzi, ma tenerli insieme, i pezzi. E costruire una matematica diversa, rivoluzionaria, interiore: la matematica che è il tuo segreto, che è solo tua, che non obbedisce ai calcoli perché sa trasformare una divisione in una moltiplicazione.

Un breve vento ha percorso quei rami. E mi è parso che ci insegnasse qualcosa.



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