Il Tirreno

Toscana

i dettagli / 160 militari in azione 

I sub si immergono in coppia Camera iperbarica a bordo

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piombino

Venti i palombari del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comando subacquei e incursori (Comsubin) coinvolti nel recupero. Sono parte della task force che tra gli equipaggi delle navi Caprera, (48 militari), Tedeschi (16) e Rimini (44), oltre al supporto a terra e il personale della Protezione civile nazionale e di Ispra e Arpat vedi in campo per l’emergenza ecoballe 160 uomini. A dare i numeri per la Marina militare sono l’ammiraglio di divisione Giuseppe Berutti Bergotto, capo ufficio affari generali dello Stato maggiore della Marina e il comandante dei Comsubin, contrammiraglio Massimiliano Rossi.

I subacquei lavorano in coppia. Immersioni di mezz’ora su fondali nell’ordine dei – 50 metri. E per ottimizzare i tempi di decompressione verrà utilizzano la tecnica del salto. In pratica, completano il ciclo all’interno della camera iperbarica installata sulla nave Tedeschi, che può accogliere fino a due subacquei e in caso di bisogno anche un infermiere o un medico. Su ogni ecoballa lavorano due squadre che si alternano per completarne il contenimento in una speciale rete a maglia fitta, l’imbragatura e il graduale sollevamento dal fondale. Ma c’è da contrastare anche con l’azione del vento, le correnti del canale e la scarsa visibilità. «Nel canale a quelle profondità la visibilità va dal mezzo metro ai 20 centimetri», sottolinea il contrammiraglio Rossi.

Insomma, un’operazione tutt’altro che banale. Al punto che per evitare immersioni a vuoto i palombari del Gos fanno una verifica puntuale dei bersagli utilizzando un side scan sonar e calando sul punto individuato il Rov, ovvero una sorta di sottomarino a comando remoto che è dotato di telecamera per verificare lo stato di conservazione delle ecoballe a 5 anni dalla dispersione sul fondale marino. Quelle che risulteranno degradate o sprofondate nel fango verranno recuperate in seguito con l’ausilio della nave Anteo che permette di operare in immersione con la tecnica della saturazione. —

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