Il Tirreno

Toscana

Cinque stelle, il puzzle è irriconoscibile

Fabio Bordignon
Cinque stelle, il puzzle è irriconoscibile

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SOS Ravensburger. «Il M5s è un puzzle», ha dichiarato Paola Taverna al Fatto. «Ogni pezzo va con gli altri – secondo la vicepresidente del Senato – altrimenti non si compone il quadro». Sul tavolo 5s, tuttavia, oggi si vedono solo tessere sparse, alla disperata ricerca di un incastro. È assente l’immagine da ricostruire.

In un puzzle, scriveva Georges Perec, «l’elemento non preesiste all’insieme. È l’insieme a determinare gli elementi». C’era voluto il genio di Beppe Grillo e la fantasia di Gianroberto Casaleggio per ideare la cornice, la struttura che potesse contenere volti e storie di mondi lontani fra loro. Più che un puzzle, un mosaico: frammenti di colore diverso; materiale grezzo, proprio per questo di valore, ma scelto, da subito, in quanto deperibile e rimpiazzabile. Per un quadro in continua evoluzione e adattamento.

È quasi irriconoscibile l’immagine del Movimento: a sette anni dall’ingresso nelle istituzioni; due dalla conquista del palazzo più ambito. È diventato sempre più angusto, nel frattempo, il perimetro della cornice pentastellata. Pesa la riduzione dei consensi.

Pesa il (probabile) taglio dei seggi parlamentari. Pesa - come un macigno - il limite dei due mandati, che manda in frantumi quel poco di unità ancora esistente. C’è, naturalmente, una colla molto forte, a tenere insieme alcuni frammenti, sparsi, del vecchio mosaico. È la colla del potere, delle cariche da distribuire - cui poi rimanere aggrappati fino all’ultimo. Sono anzitutto i posti governativi, che continuano a fornire le maggiori garanzie di tenuta della legislatura. I posti nei gruppi parlamentari, oppure nelle commissioni, che in settimana hanno generato l’ennesimo scontro tra fazioni: schegge incollate a tanti, troppi supporti. Nessuno di questi sembra oggi in grado di suggerire - non dico dettare - una linea: la nuova stella del premier Conte, con la sua matrice istituzionale ed europeista; l’ex-leader (mai rassegnato) Di Maio; il proprietario del server, Casaleggio, ormai oggetto di aperta contestazione. C’è poi la pietra preziosa di Di Battista, usuratasi nel tentativo di preservare se stessa. Persino l’artista dell’opera prima, Beppe Grillo, si esprime in modo intermittente e oracolare. Dimentico qualcuno? Ah, sì: il capo politico, Vito Crimi.

Nel frattempo, molte tessere sono già state scartate. Altre si sono staccate da sole. Altre ancora sanno di essere prossime alla rottamazione: progettano nuove cornici o cercano posto in quelle esistenti (spesso disponibili ad ospitarle). Che si tratti di un puzzle o di un mosaico - al di là del numero delle tessere e dello spazio sul quale collocarle – a mancare, in questa fase, è però il “disegno” da andare a comporre: il progetto, la sua forma, qualcuno in grado di immaginarlo.


 

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