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Nelle chat di pedofili video con bimbi di 5 anni: nove denunce

Nelle chat di pedofili video con bimbi di 5 anni: nove denunce

Per entrare nei gruppi Telegram si potevano pagare anche 15 euro. I dettagli delle indagini partiti da Firenze

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FIRENZE. Nove persone sono state denunciate durante un'operazione di contrasto alla pedopornografia online dalla polizia postale di Firenze. Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze, sono state sequestrate decine di pc e smartphone nei quali erano contenuti foto, video e chat con al centro bambini, alcuni anche molto piccoli.

Per i nove l'accusa è di divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico e istigazione a delinquere aggravata.

Al termine dell'attività, condotta sui principali social network, la postale di Firenze ha identificato le persone che detenevano o scambiavano immagini e video pedopornografici per i quali il procuratore aggiunto Luca Tescaroli ha emesso i decreti di perquisizione permettendo così di bloccare la diffusione progressiva dei partecipanti al gruppo. Gli stessi nella chat si scambiavano consigli su come eludere le indagini, su dove reperire materiale e sul come cancellare le tracce.

Alcuni commenti, sottolineano gli inquirenti, erano del tipo "ho preso il tuo nr dal gruppo telegram", " c'è un sacco di gente nuova e non, nel gruppo", "che video hai?", "…… avranno 12 anni, la più piccola ne ha 5 tipo….", "Manda tutti i video pedo che hai".

Le perquisizioni, coordinate dal Centro protezione dei minori del Servizio polizia postale di Roma, sono state eseguite in Toscana, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Sicilia. Analizzando il telefono di uno dei nove emersa, inoltre, la presenza di canali Telegram dove, per accedere ai contenuti pedopornografici, necessario preliminarmente pagare 15 euro a canale per essere ammessi.

Operazione contro la detenzione e diffusione di materiale pedopornografico anche in Sardegna dove sono stati denunciati tre uomini. In un caso l'indagine della procura di Cagliari partita dalla segnalazione delle autorit americane, attraverso il National Center for Missing Exploited Children (Ncmec), sulla presenza di file di natura pedopornografica caricati da un utente italiano su un servizio di cloud storage e backup offerto da una nota azienda statunitense.

Gli investigatori sono risaliti ad un 75enne, residente a Cagliari. Una seconda indagine scaturita dall'arresto in Germania, di un cittadino tedesco trovato in possesso di un considerevole numero di file di natura pedopornografica scambiati con utenti, anche italiani, tramite un servizio di messaggistica istantanea. Gli agenti sono risaliti a un 46 enne e un 32 enne, residenti in Sardegna, trovati in possesso di foto e video di natura pedopornografica.

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