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FIRENZE
Trasferte dei consiglieri durante il lockdown, la Corte dei conti apre un fascicolo sui rimborsi
Mario Neri
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Una seduta del consiglio regionaleLa procura vuole «verificare» se ci sia stato danno erariale per le casse della Regione e capire se ci sia anche una «responsabilità personale»
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FIRENZE. Un fascicolo per «verificare» se ci sia stato danno erariale per le casse della Regione e capire se ci sia anche una «responsabilità personale» sull’erogazione dei rimborsi spese chilometrici ai consiglieri regionali percepiti nel periodo di lockdown, nei due mesi in cui le sedute dell’aula si sono svolte in via telematica e gli eletti non si sono mossi da casa. È quello aperto dalla procura della Corte dei conti della Toscana sul caso dei bonus trasferta. Un’inchiesta avviata sulla base delle notizie riportate dai giornali e da alcune segnalazioni arrivate alla magistratura contabile.
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La procura della Corte cercherà di capire perché il Consiglio Regionale abbia continuato a applicare l’articolo 6-bis della legge regionale 3 del 9 gennaio 2009 che regola l’assegnazione della «quota variabile» del rimborso spese dell’esercizio di mandato, proprio la parte di un gettone forfettario calcolata sulla base della distanza dal comune di residenza alla sede di Palazzo Panciatichi. In due mesi e mezzo di lockdown, i consiglieri hanno intascato 76 mila euro senza motivo (229 mila in sei mesi, vedi l'elenco dei rimborsi percepiti da ogni consigliere). Di fatto illegittimi, perché non si sono mai recati a Firenze. Gettoni variabili e che in qualche caso raggiungono anche 1400-1600 euro al mese per chi abita più lontano. Un caso esploso anche grazie alle denunce del Movimento 5 stelle, che a marzo aveva chiesto di stoppare l’attribuzione della quota, di fatto un bonus per le trasferte quotidiane. Dopo distinguo e balbettamenti, non era stata presa una posizione. E il 25 marzo, l'Ufficio di presidenza ha varato una delibera per regolare lo svolgimento delle sedute in via telematica, senza però occuparsi della questione.
La notizia, riportata da Repubblica Firenze, adesso potrebbe costringere i gruppi consiliari e il presidente dell’assemblea Eugenio Giani a cambiare strategia. Ieri Giani aveva inviato ai membri del parlamentino toscano una mail con il modulo da riempire per chiedere agli uffici di trattenere la quota percepita nei due mesi di quarantena e trasformarla in donazioni: 15 giorni di tempo e poi avrebbe pubblicato nomi di chi ha donato, cifre e destinatari delle elargizioni. Molti, a cominciare dai 5Stelle, hanno fatto donazioni.
Ma il rischio è che dal punto di vista giuridico il danno erariale rimanga, poiché gli atti di liberalità attengono alla scelta individuale e non hanno nulla a che fare con una indennità che per quel periodo non doveva spettare ai consiglieri e dunque finire sui loro conti. Ma attenzione, sottolinea una fonte della procura contabile al Tirreno, la responsabilità non può essere dei consiglieri, che hanno ricevuto i soldi in forza di una legge. Semmai va ricercata nell’ente che ha erogato le somme. Così, a dettare una exit strategy adesso è Leonardo Marras, capogruppo del Pd: "Lo dico da giorni. Io spero che gli atti di liberalità siano stati già fatti da tutti, ma la beneficenza è privata - dice Marras - il politico che la rende pubblica non fa beneficenza ma un'altra cosa, propaganda. Ma non possiamo tenerci in tasca quei soldi. Quindi dobbiamo restituirli al Consiglio con un atto collettivo, e semmai suggerire all'ente di destinarli alle mense dei poveri. Ma devono ritornare nelle casse pubbliche".
L'idea è di varare una legge o un atto, non che preveda una restituzione vera e propria, ma la rinuncia al rimborso per i due mesi che restano di qui alla fine della legislatura. Non sarebbe retroattiva e quindi non rischierebbe di incorrere in un giudizio di incostituzionalità. Solo che bisogna fare presto. Al Consiglio restano tre giorni di tempo per deliberare. L'aula si riunisce oggi, giovedì e venerdì. Poi ci sarà lo stop per le ferie estive e soprattutto per la campagna elettorale in vista delle regionali del 20 settembre. Una corsa che non inizia benissimo viste le polemiche.
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