Attenzione
Cinque suggerimenti per prepararsi a cambiare
Se c’è un punto sul quale convergono le opinioni di quasi tutti gli osservatori è che, dopo il coronavirus, il mondo è destinato a cambiare. Per tale motivo è di notevole interesse un breve saggio, reso noto in questi giorni, del FMI su come affrontare il problema.
Tutte le sfere che determinano il benessere umano – l’economia, la politica e l’ambiente naturale – stanno diventando più fragili. Un’economia che produce crescenti diseguaglianze e un ambiente con inattesi mutamenti climatici rendono molti insoddisfatti e rafforzano demagogie e politiche che descrivono i problemi, ma non li risolvono. Per lo studio del FMI: “I nostri sistemi politici attuali – governi, legislatori e burocrazie – possono svolgere un buon lavoro quando affrontano questioni prevedibili”. Essi, infatti, operano sulla base delle esperienze. Per esempio la reazione alla crisi finanziaria del 2008 è stata capace di evitare il crollo del sistema, ma non di rimetterlo sulle vie di una vera crescita. La politica monetaria avviata in tale occasione ha sicuramente avuto notevole efficacia nel breve periodo provocando, al tempo stesso, un indebitamento sempre maggiore da parte di Stati, imprese e famiglie che rischia di pesare molto sul futuro. Salvo, ovviamente, ma questo il FMI non lo dice, arrivi un’inflazione che renda i debiti irrilevanti e, come l’esperienza dimostra, accresca le diseguaglianze. Come allora affrontare i gravi problemi a cui la crisi attuale ha dato vita?
Lo studio formula 5 suggerimenti. Il primo è che chi assume decisioni tenga presente che gli scenari possono essere molto diversi da quelli oggi prevedibili e pertanto sarebbe molto sbagliato non introdurre flessibilità nelle scelte. Il secondo suggerimento è che, essendo le moderne società molto complesse, sarebbe opportuna una collaborazione tra autorità statali, esperti di molteplici materie e tutti i soggetti coinvolti. Proprio per la fragilità di molti soggetti, ed è questo il terzo suggerimento, è necessario stimolare gli stessi ad agire correttamente nell’interesse generale che è anche il loro personale. Nel campo ambientale iniziative dal basso possono migliorare molto la situazione. Appunto per tale ragione è necessario, e siamo al quarto suggerimento, chiarire a tutti la natura e la complessità dei problemi che si vogliono affrontare con precise scelte politiche.
Ultimo suggerimento: fare continue previsioni su quello che potrebbe accadere e formulare i relativi scenari. Si tratta in sostanza di stimoli all’attenzione che sottolineano la necessità di collaborazione e conoscenza ai diversi livelli. Nel merito delle cose da fare il FMI non entra perché ancora mancano analisi ed idee precise. Si tratta di un passo avanti, ma la strada da percorrere, oltre che molto complessa, è molto lunga.
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