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Ecoballe, deliberato lo stato di emergenza: Borrelli nominato commissario

Cesare Bonifazi
Ecoballe, deliberato lo stato di emergenza: Borrelli nominato commissario

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per un periodo di sei mesi: stanziati 4 milioni di euro

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Il nostro mare sarà un po’ più pulito. La decisione arriva da Roma dove il consiglio dei ministri di giovedì 23 luglio  su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato lo stato di emergenza, per un periodo di sei mesi, in conseguenza della dispersione di rifiuti plastici pressati nelle acque del Golfo di Follonica.Considerata la necessità di adottare misure urgenti per procedere al recupero delle eco-balle e a ridurre il rischio di inquinamento ambientale, viene stanziata la somma di 4 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.
Il Consiglio dei ministri ha nominato, quale soggetto attuatore del coordinamento degli interventi, il Capo del Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli.

La nomina era già stata annunciata nel pomeriggio dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il nome scelto dal governo sarebbe quello di Angelo Borrelli, capo del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del consiglio. Borrelli sarà quindi chiamato a gestire quella bomba ecologica ancora inesplosa che si trova proprio nel mezzo del santuario dei cetacei e che da cinque anni attende di essere disinnescata. Si parla di 55 tonnellate di plastica immerse nell’acqua. La nomina di Borrelli arriverebbe dopo gli accorati appelli delle associazioni ambientaliste, degli enti e una campagna condotta dal Tirreno alla quale avevano risposto alcuni parlamentari toscani, sia di maggioranza che di opposizione.

LA RISPOSTA DELLA POLITICA

La giornata di ieri è stata decisiva perché nelle stanze del potere sono converse le azioni politiche da più fronti: in primo luogo da parte di Francesco Berti, parlamentare livornese M5s, che ha fatto pressing sul sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro affinché la questione venisse posta all’ordine del giorno del consiglio dei ministri il prima possibile. In secondo luogo dall’onorevole Pd Umberto Buratti, ex sindaco Pd di Forte dei Marmi, che proprio ieri in commissione Ambiente ha presentato un’interrogazione insieme ai colleghi Martina Nardi, Lucia Ciampi, Andrea Romano, Susanna Cenni e Stefano Ceccanti. La richiesta era di non prolungare ulteriormente l’attesa per il recupero delle microplastiche inabissate. Al sottosegretario alle Politiche ambientali Morassut, presente in commissione, era stato strappato l’impegno per la dichiarazione dello stato d’emergenza. Non meno accorato l’appello di Stefano Mugnai (Forza Italia) che in una interrogazione aveva domandato anche che venissero stanziate le risorse «proporzionate al recupero».

LE REAZIONI

«Con Borrelli saremo in ottime mani – dice l’onorevole Francesco Berti – già si è occupato della nostra regione. Ho già avuto un filo diretto con lui in seguito all’alluvione di Livorno nel 2017 e della tromba d’aria a Orbetello nel 2019. Adesso è necessario accelerare l’attività di recupero e in un secondo momento, quando saranno rimosse le ecoballe ritrovate, scongiurare il pericolo che altre rimangano sui fondali cercando di capire se ve ne siano alcune di cui non siamo a conoscenza». Soddisfazione anche da Buratti: «Abbiamo seguito la questione da tempo e finalmente si è risposto a un’emergenza nella maniera adeguata. Rispetteremo gli impegni che avevamo preso».

«Meglio tardi che mai - sottolinea Mugnai - E guai a chi dice che la stampa non serve a nulla: merito al Tirreno che ha riportato di attualità un problema che stava languendo irrisolto da anni. Adesso che il commissario faccia bene ed in fretta il suo lavoro. Vigileremo».

LA STORIA

Le ecoballe sono lo scarto della separazione della plastica dai rifiuti e sono state composte nell’impianto delle Strillaie, a Marina di Grosseto. Nel 2015 Sei Toscana aveva un accordo con due impianti in Bulgaria ai quali venivano vendute come combustibile. Durante il primo viaggio in nave verso Varna avvenne il disastro. Il cargo Ivy con le ecoballe partì il 23 luglio da Piombino. Già poco dopo l’uscita dal porto la nave perse assetto e il comandante, come peraltro prevede il codice della navigazione, disperse in mare parte del carico: 56 ecoballe. Il luogo era a 7 miglia dalla costa, davanti all’isolotto di Cerboli.

Il comandante però non avvertì l’autorità marittima del fatto e arrivò destinazione. Gli acquirenti si resero subito conto che mancavano all’appello 56 ecoballe, circa 63 tonnellate di plastica. La comunicazione ufficiale dalla Bulgaria alla Procura di Grosseto, che aprì un’inchiesta, arrivò soltanto il 3 settembre, quando già un paio di ecoballe si erano spiaggiate sulla nostra costa. Nel corso degli ultimi cinque anni le ecoballe hanno continuato a navigare nel nostro mare, alcune sono state recuperate dai pescherecci. Al momento ce ne sono ancora 41 da recuperare: circa 55 tonnellate.

 

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