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Concorso pilotato, 10 indagati Ci sono anche Dei e Calamai
firenze
Bufera giudiziaria all'università di Firenze e all'azienda ospedaliero universitaria di Careggi. Tentata concussione in concorso e abuso d'ufficio in concorso sono le ipotesi di reato contestate (con posizioni differenti) a dieci indagati in un'inchiesta della procura di Firenze. Tra loro, il rettore dell'Ateneo fiorentino Luigi Dei e l'ex dirigente generale di Careggi Monica Calamai.
Le indagini, chiuse nei giorni scorsi con contestuale avviso di conclusione inviato agli interessati, riguardano presunte irregolarità nella procedura di selezione, vinta poi dal professor Francesco Stefano, per la chiamata di un professore associato di cardiochirurgia del dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell'università di Firenze. In base all'inchiesta, coordinata dai pm Luca Tescaroli e Angela Pietroiusti, Monica Calamai e Dei avrebbero esercitato pressioni perché il posto di professore associato fosse assegnato a Stefano, già direttore della Sod (struttura organizzativa dipartimentale) complessa di cardiochirurgia di Careggi. Il progetto, per gli inquirenti ideato da Calamai e condiviso da Dei, era di riunire in un’unica persona la cardiochirurgia universitaria e quella ospedaliera. L'ex direttore generale di Careggi e il rettore dell'università di Firenze sono accusati per questo di abuso d'ufficio in concorso con Stefano, con Niccolò Marchionni, in qualità di direttore del dipartimento a guida universitaria cardio-toraco-vascolare - a cui afferisce la Sod complessa di cardiochirurgia - e con Corrado Poggesi, direttore del dipartimento di medicina sperimentale e clinica, che avrebbero redatto il bando di gara in modo da garantire l'assegnazione dell’incarico allo stesso Stefano. La stessa accusa di abuso d'ufficio è contestata ai tre componenti della commissione per la procedura selettiva, che secondo gli inquirenti sarebbero stati scelti dal rettore Dei perché disposti a far prevalere Stefano: Tiziano Gherli, Andrea Maria Giuseppe D'Armini e Roberto Di Bartolomeo. Nell'inchiesta sono ipotizzati anche due episodi di pressioni su un neo professore associato di cardiochirurgia, affinché, con la promessa di essere favorito nella sua attività, facesse figurare Stefano come coautore della sua pubblicazioni scientifiche, sebbene non vi avesse partecipato, in modo che quest'ultimo acquisisse titoli di preferenza validi per la procedura selettiva a professore associato. Per questi fatti sono indagati per tentata concussione in concorso lo stesso Stefano, Poggesi, Marchionni, l'ex prorettore dell'Area medica dell'Unifi Paolo Bechi, ora in pensione, e il professore di urologia Marco Carini, in qualità di membro del Cda dell'Ateneo. Prima che scattasse l'inchiesta penale sulla questione del concorso per associato di cardiochirurgia si era già pronunciato il Tar, che non aveva rilevato irregolarità, respingendo il ricorso presentato dal candidato rivale di Stefano. —
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