Il Tirreno

Toscana

Assunto il giorno dopo il diploma

T.M.
Assunto il giorno dopo il diploma

Pescia, lo studente era approdato alla Fenice Global Service per l’alternanza scuola-lavoro e il titolare l’ha preso

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PESCIA (Pistoia)

«Vieni in ufficio, ti devo parlare». Frasi telegrafiche. Arrivano dalla voce del titolare, all'altro capo del telefono. L'ansia sale. Poi, poco dopo, quelle parole riempiono il cuore: «Congratulazioni, il posto di lavoro è tuo». La felicità, per Benito Lostorto, ora ha un nome. Anzi una forma: è il contratto a tempo indeterminato. Quasi un miraggio per chiunque. Figurarsi per un ragazzo di 18 anni. Appena diplomato.

Benito non nasconde la contentezza per quel traguardo - diventare un montatore di macchine industriali - che lui considera una fortuna, soprattutto di questi tempi. Ci ha sempre creduto - ammette - ma raggiungere l'obiettivo è un'altra cosa. Addirittura con una settimana d’anticipo sul diploma. Tra sogni, rinunce, speranze e sacrifici, Benito Lostorto ha superato l'esame di maturità all'istituto tecnico statale Marchi di Pescia. Con una certezza: il giorno dopo la prova avrebbe già cominciato a lavorare alla Fenice Global Service, azienda pesciatina che si occupa di montaggi per l'industria. Il suo titolare, Daniele Delpin, non ha mai avuto dubbi: quel ragazzo che durante lo stage, al mattino, entrava sempre un quarto d'ora prima degli altri e che se ne andava per ultimo, la sera, era la persona giusta da assumere.

Benito, come sei arrivato alla Fenice Global Service di Pietrabuona?

«È stato per puro caso, quando frequentavo il terzo anno di scuola superiore. Fu grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro che arrivai nello stabilimento di via San Lorenzo a Cerreto. Il lavoro mi piacque moltissimo, non volevo mai andarmene. Fu così che Daniele Delpin mi propose, per le due estati successive, un contratto di apprendistato. Poi aggiunse: “Prendi il diploma e hai già un posto assicurato nella mia azienda».

Ed è stato di parola.

«Sì, Daniele è stato come ogni capo dovrebbe essere. Ha compreso quanto quel lavoro fosse importante per me e mi ha dato fiducia, ha investito su di me».

Come e quando ti ha detto che avrebbe effettivamente avuto il posto?

«È successo una settimana prima dell'esame di maturità. Avrei sostenuto la prova il 23 giugno e qualche giorno prima Daniele mi telefonò: “Vieni in ufficio che ti devo parlare”, tagliò corto. Sul momento pensai fosse successo qualcosa ma, una volta in azienda, mi disse che dal 24 giugno sarei stato uno dei 70 dipendenti della Fenice Global Service».

E come hai reagito?

«Ero felice, non riuscivo a contenere l'emozione. Sapevo, al tempo stesso, che era una bella responsabilità quella che mi veniva data. Ma sono pronto a onorare la fiducia dell'azienda. A lavorare, ogni giorno, con passione e costanza».

Pensi che questo sarà il lavoro della tua vita?

«Sì, non ho dubbi. Trovare persone che credono in te, nelle tue potenzialità, non è scontato, anzi. Io sono stato molto fortunato perché sul mio cammino ho incontrato un imprenditore serio che ha voluto farmi un dono stupendo. Daniele mi ha regalato il futuro e io non potrei mai tradire la sua fiducia».

Continuerai comunque a studiare? Andrai all'università?

«No, ho deciso: mi fermo qui. Ho conseguito la maturità, era giusto così. Ma ora voglio dedicarmi al lavoro e concentrarmi unicamente su quello. Studiare comporta un'incredibile concentrazione di energie che, in questo momento, voglio siano tutte per il montaggio di macchine industriali».

Com'è lavorare alla Fenice Global Service?

«Siamo una grande famiglia: mi piace il lavoro, ma mi piacciono anche le persone. Siamo un gruppo affiatato, sempre pronti ad aiutarci gli uni con gli altri».

E il rapporto con il suo capo com'è?

«Daniele è il titolare dell'azienda e, sul lavoro, lo rispetto e lo ascolto moltissimo, ho tanto da imparare da lui. Ma non nego che spesso, al termine di un faticoso turno di lavoro, andiamo a berci uno spritz insieme».

Quale consiglio daresti ai suoi coetanei ancora in cerca della propria strada?

«Di crederci, sempre, e di lottare per i propri sogni perché le cose belle succedono. Io ne sono la prova». —





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