La manifestazione
Gazebo e sierologici, ecco come saranno i test anti-Covid alla movida
La Regione prepara il piano per gli esami a campione nelle piazze del divertimento e sulle spiagge. I tamponi saranno eseguiti dopo il kit rapido. Ma il risultato non verrà dato sul posto per non scatenare la caccia all'untore
FIRENZE. Fare un test non sarà come firmare una petizione, non ci saranno volontari in giro per le piazze della movida o a passeggio fra gli ombrelloni a chiedere ai ragazzi e bagnanti se vogliono sottoporsi a un esame anti-Covid. Postazioni fisse, con gazebo o auto-mediche, gestite da personale Asl o comunque specializzato, e soprattutto precedenza al sierologico. Solo in seconda battuta si passerà ai tamponi. E in ogni caso, su base volontaria.
È quello a cui il dipartimento di sanità della Regione sta pensando per attuare la campagna di screening a campione con cui Enrico Rossi vuole scongiurare in Toscana un effetto-Catalogna. E cioè che le notti del divertimento e gli assembramenti al mare si trasformino in inneschi per nuovi focolai del virus. Per tutta la giornata ieri sono andate avanti le videoconferenze fra gli esperti della task force regionale incaricata di gestire l’emergenza coronavirus per mettere a punto il piano e cercare di contemperarlo con le richieste delle Asl, dei sindaci, dei prefetti ma anche dei rappresentanti delle categorie.
«Anche i più recenti casi in Italia dimostrerebbero una relazione forte tra nuovi focolai, vita notturna – dove le distanze e le precauzioni sono più difficili da mettere in pratica – e abbassamento dell’età media dei positivi», ha detto Rossi due giorni fa lanciando l’idea dei test a campione nelle piazze della movida e sulla costa, da Firenze a Pisa, dall’Elba alla Maremma, dalla Versilia a Livorno. «Non l’ho ancora studiata in modo approfondito, ma mi interessa molto l’idea lanciata dal professor Andrea Crisanti (lo scienziato che ha suggerito al Veneto lo screening a tappetto a Vo’ Euganeo, bloccando il contagio in uno dei primi focolai): mettere postazioni per fare tamponi, su base volontaria, nelle zone in cui si creano i maggiori assembramenti, dal litorale alle zone della movida, sarebbe un modo per prevenire eventuali contagi». Sì perché non c’è solo il caso spagnolo ad aver fatto alzare di nuovo le antenne: sia in Romagna che a Ostia alcuni mini-focolai sono partiti proprio dalle spiagge. Così ieri il presidente ha messo subito al lavoro il dipartimento guidato da Carlo Tomassini. Già oggi potrebbe arrivare un’ordinanza. È possibile che la precedenza sia data al sierologico.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39112002:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/07/22/news/i-locali-divisi-funzionera-no-ci-togliera-i-clienti-1.39112002]]
Al momento le scorte ci sono ed è un tipo di esame meno invasivo rispetto al test molecolare, per cui va usato il bastoncino cottonfioc da spingere nel naso o nella gola. I kit da utilizzare nelle piazze sarebbero quelli con la tecnica pungidito, con cui si preleva appena una goccia di sangue dal polpastrello per avere il risultato in pochi minuti. Ma attenzione: non è detto che l’esito venga comunicato sul posto. «Non può diventare un fatto pubblico – fanno notare in Regione – Immaginiamo cosa potrebbe succedere se venisse individuato un untore in una piazza». Per questo si pensa di utilizzare come base in cui svolgere i test anche ambulatori vicini alle zone dei locali.
Resta irrisolto il nodo delle autocertificazioni per chi arriva da paesi extra-Ue. Rossi ha chiesto ai ministri Speranza e Lamorgese di renderle obbligatorie. In fondo il carburante per i nuovi focolai, nelle ultime settimane, sono stati proprio i voli in arrivo dall’estero, in particolare da Albania e Marocco. Nella dichiarazione il passeggero dovrebbe indicare il proprio stato di salute e il domicilio in cui svolgere la quarantena, ma per ora la Toscana si affida ai filtri negli aeroporti di Pisa e Firenze: da Roma ancora nessuna risposta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
