Il Tirreno

Toscana

«Sbronzi non si entra» e rovescia la vodka: il video-verità all'ingresso della discoteca

Giovanna mezzana e Enrico Giovannelli
«Sbronzi non si entra» e rovescia la vodka: il video-verità all'ingresso della discoteca

Castiglione della Pescaia: decine di ragazzi arrivano con le bottiglie piene di superalcolici. Il titolare del locale li filma e spiega il motivo di queste immagini

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CASTIGLIONE DELLE PESCAIA. Sfilano uno dopo l’altro, ragazzi e ragazze, giovani e giovanissimi, anche minorenni. In mano tengono bottiglie: di vetro e di plastica. Stanno per guadagnare l’ingresso della Capannina, il notissimo locale adagiato sulla collina castiglionese di Poggio d’Oro, quando per loro si accende il semaforo rosso. Altolà. «In discoteca ubriachi non si entra»: chi parla, un adulto, prende di mano a una teenager una bottiglia e ne versa il contenuto a terra. E il gesto verrà ripetuto ogni volta che – per manifesta evidenza o diretta ammissione degli avventori – nel “fiasco” non c’è solo acqua tonica, per esempio, ma anche rum. È tutto ripreso in un video, dove i volti dei “pizzicati” sono tagliati o oscurati, ma ciò non toglie evidenza “al documento”.

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A stoppare ragazzini e ventenni a un passo dall’Olimpo del divertimento delle estati maremmane è Antonio Degortes, figlio del fantino-leggenda Aceto ma soprattutto proprietario della discoteca. «Sono stanco di sentir dire che i ragazzi si ubriacano in discoteca – esordisce – Non è affatto vero: nei locali ci arrivano già pieni di alcol».

E così, proprio per dimostrare quanto sostiene, Degortes ha girato un video di lui che approccia e allontana decine di giovanissimi – alcuni dei quali già in preda ai fumi dell’alcol – dal parcheggio-spiazzo della sua Capannina. Il video è stato poi lanciato da gazzettadisiena.it, diretta dal giornalista senese Alessandro Lorenzini, e di cui Degortes è uno degli editori, oltreché “ospite”, il mercoledì di una rubrica-sipario “Si fa per scherza’ ”.

In questo caso, però, Degortes non scherza affatto: «Se sei ubriaco, ora te ne vai e non torni – dice nel video – Qui, ubriaco, non entrerai mai», rimbrotta un ragazzino, che insiste per varcare l’uscio. «Cose c’è in quella bottiglia di plastica? Vediamo – si avvicina ad altri potenziali clienti – Solo acqua tonica? Non credo». E verifica di persona. «Dove le avete comprate queste birre – si rapporta a un altro gruppetto – Fatemi vedere la marca: le avete acquistate altrove. Dove? Qui questa birra non l’abbiamo». E giù, versa il contenuto a terra lasciando molti a bocca aperta (oltreché asciutta).

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«Perché ho fatto il video? Perché voglio far vedere a tutti che lo sballo da alcol non è una conseguenza di chi viene a ballare – spiega Degortes – ma una scelta individuale e consapevole. Del resto bere in discoteca costa. Troppo».

E sempre stato così? In parte. Ma quest’anno c’è qualcosa in più che funge da detonatore del fenomeno: «Dopo mesi di lockdown – aggiunge l’imprenditore dei locali – credo che in giro ci sia un 30% circa in più di persone che vogliono divertirsi ad ogni costo». Eppure alla Capannina si è fatto tanto per rispettare le nuove norme anti-contagio: «Obbligatoriamente ci si deve iscrivere sul nostro sito web – spiega – E lasciare nome e cognome per poter entrare. All’ingresso viene presa la temperatura e tutti devono indossare la mascherina. Il vocalist ogni 20 minuti ricorda di mantenere le distanze abbassando la musica per farsi sentire. I problemi non sono dentro, ma fuori». 

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