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Luglio frena il covid: in Toscana appena cinque casi al giorno

Luglio frena il covid: in Toscana appena cinque casi al giorno

Secondo l'agenzia regionale per la salute, l'epidemia è pienamente sotto controllo e migliora anche rispetto al mese scorso. Ecco tutta l'analisi dei dati. 

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Brusca frenata per il Covid. Il mese di luglio, secondo lo studio di Ars Toscana, l'agenzia regionale della salute, ha stabilito un punto d'arresto dell'epidemia. Se da una parte sembra che il virus abbia ritirato gli artigli, tuttavia gli esperti continuano a consigliare di proseguire con le misure precauzionali: mascherine, distanza di sicurezza di almeno un metro e igiene delle mani. Secondo l'agenzia regionale. l’epidemia sembra sotto il controllo, anche quando emergono focolai, come quelli che hanno caratterizzato le ultime due settimane di luglio.

I DATI DI LUGLIO

Sono proprio i dati a dare questa evidenza: in tutto sono arrivati al centro regionale notifiche di soli 158 nuovi casi. Ovvero una media di poco più di 5 giornalieri su una base di screening piuttosto ampia che arriva a circa tremila tamponti quotidiani. Questo significa che rispetto alla capacità di ricerca, i casi sono pochissimi. Si tratta di un'incidenza che arriva a malapena allo 0,2% dei test eseguiti. Secondo le statistiche registrate fino ad oggi circa 9 persone su dieci guariscono dal Covid. Le guarigioni, secondo il report di Ars, sono ormai arrivate all’86% dell’intera casistica. Gli attualmente positivi del mese di luglio (casi totali da cui sono sottratti i deceduti e i guariti) sono lo 0,3% della casistica totale.

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I FOCOLAI ESTIVI

Sebbene si parli di pochi casi, la media è salita leggermente rispetto al mese precedente. Mentre a giugno si avevano circa 4 casi al giorno, adesso se ne hanno più di 5.  Questo, spiegano ad Ars, è dovuto al fatto che nel territorio regionale ci sono stati quelli che in gergo medico vengono chiamati "cluster", ovvero concentrazioni particolari di casi, spesso esplosi in ambito familiare e in comunità di cittadini non di nazionalità italiana. Si tratta per lo più di fenomeni dovuti al rientro dall’estero o a condizioni di sovraffollamento domiciliare. I focolai domestici sono stati comunque individuati dalle Asl locali. Tuttavia il presidente della Toscana Enrico Rossi ha deciso nei giorni scorsi di dare una stetta agli scali aeroportuali di Pisa e Firenze per monitorare gli arrivi e ha scritto ai diplomatici di Albania, Perù e Bangladesh chiedendo collaborazione nel monitoraggio dei rientri. 

SALGONO I GIOVANI MASCHI POSITIVI

Delle nuove diagnosi riscontrate nell'ultimo mese circa l'80% sono cittadini non europei,  l’80% ndi questi casi si riferisce a persone che sono rientrate in Italia dopo un viaggio all'estero. Questo fenomeno ha avuto un immediato riflesso anche sulla composizione per classe ed età della casistica dei positivi: la percentuale di nuove diagnosi del genere maschile si è di nuovo assestata sulla metà della casistica, dopo che per mesi era stato il genere femminile ad avere la maggioranza. L’età media scende in modo molto pronunciato assestandosi a 35 anni nelle ultime due settimane, quando era sempre stata intorno ai 55-60 anni per entrambi i generi.

Il motivo deve essere fatto risalire, secondo Ars, al fatto che la popolazione straniera residente nel nostro territorio è mediamente molto più giovane rispetto alla popolazione toscana.

TANTI CASI ASINTOMATICI

Cambia nel mese di luglio anche la modalità con cui si viene a scoprire la positività. La percentuale dei casi diagnosticati perché il paziente aveva denunciato o mostrato dei sintomi è calata drasticamente  passando da quasi l’80% dei casi di inizio epidemia, a poco più del 10% nelle ultime due settimane. Si viene a scoprire di essere entrati in contatto con il virus prevalentemente per il tracciamento che viene fatto sui contatti dei positivi. Gli stati clinici delle nuove diagnosi sono virati nettamente verso gli stati asintomatici e pauci sintomatici (ovvero con pochi sintomi), nelle ultime due settimane sono arrivati ad essere quasi il 90% di tutta la nuova casistica.

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DOVE CI SI AMMALA

I luoghi di esposizione del contagio sono quasi tutti legati agli ambiti familiari o di comunità strette, come quelle che caratterizzano le comunità straniere presenti sul nostro territorio che hanno modalità di interazione sociale molto simili a quelle familiari; non emergono più casi dagli ambiti che erano stati colpiti dall’epidemia durante la sua diffusione massima, come ospedali e Rsa, dove la campagna di test e di tamponi sta proseguendo.

Negli ultimi giorni i ricoveri si sono ridotti a 13 totali (2 di questi in terapia intensiva). La percentuale di primi ricoveri si è fortemente abbassata: erano 1635 i soggetti ammessi per la prima volta ai reparti Covid degli ospedali toscani a cavallo tra l’ultima settimana di marzo e la prima di aprile, mentre sono stati solo 8 nelle prime due settimane di luglio (lo 0,5% quindi, considerando quel picco).

CALO DEI DECESSI

I decessi, sempre negli ultimi 30 giorni, si sono fortemente ridotti fino ad arrivare ad una media di poco più di 1 al giorno. Durante questi ultimo periodo sono passati anche dieci giorni senza alcun decesso. Secondo i dati regionali, le caratteristiche dei deceduti non sono cambiate nel corso dell’epidemia. È il genere femminile quello maggiormente colpito, ed i dati mostrano un incremento dei decessi con l’aumentare dell’età: quasi il 90% dei decessi ha riguardato la popolazione dai 70 anni in sù, spesso con patologie croniche concomitanti.Sono soltanto dieci le persone decedute di età inferiore ai 50 anni, per 7 è segnalata la presenza di almeno due patologie croniche. Inoltre, le donne decedute per Covid-19 hanno un’età al decesso più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 87 - uomini 81). La Toscana è al decimo posto per tasso di mortalità in Italia, ma ultima rispetto a tutte le regioni che hanno avuto un livello alto e medio di diffusione del virus sui propri territori.

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di Redazione web