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Toscana

Dove il carcere fa teatro: Punzo e il progetto Naturae

Gabriele Rizza
Dove il carcere fa teatro: Punzo e il progetto Naturae

Volterra diventa sempre più protagonista di una avventura teatrale unica

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Volterra diventa sempre più protagonista di una avventura teatrale unica. Non solo per il lavoro portato avanti in tutti questi anni (ormai sono trenta) dalla Compagnia della Fortezza di Armando Punzo. Volterra è anche l’approdo di un progetto a suo modo utopico che ora diventa realtà. La creazione di un vero e proprio spazio teatrale all’interno delle mura del penitenziario.

Nei giorni scorsi c’è stata la consegna ufficiale del cantiere con l’avvio delle prime verifiche di natura archeologica nell’area individuata ad ospitare la nuova struttura, capace di 200 posti e finanziato con 1,2 milioni di euro del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

"E’ passato meno di un anno da quando, con il concorso di tutte le istituzioni coinvolte - commenta la vice presidente della Regione Monica Barni - abbiamo rilanciato questo grande progetto e oggi siamo ad un ulteriore, cruciale passaggio per raggiungere l’obiettivo. E’ un impegno che parla non solo alla Toscana ma a tutto il paese".

In attesa che la "casa" diventi patrimonio della collettività non solo volterrana e non solo penitenziaria, Armando Punzo sviluppa la sua parabola artistica. Dal 28 luglio al 2 agosto all’interno del maschio volterrano, con una coda site specific l’8 e 9 agosto al Padiglione Nervi delle Saline di Volterra, si conclude l’iter artistico del progetto nato come tributo ai trent’anni della compagnia.

"Tre anni di celebrazioni necessarie - argomenta Punzo - per dar corpo e concretezza a un luogo immateriale da segnare sulla mappa della Fortezza, un territorio inesplorato fatto di idee, opere, iniziative , di ricerca, bellezza e armonia».Punzo sviluppa con i suoi attori il progetto "Naturae" avviato lo scorso anno, un modello di sviluppo" teatrale e umano antiretorico che dalle spossatezze del lockdown è in qualche modo ripartito rinvigorito.

Energie profuse nel primo quadro "La vita mancata" dentro il carcere e diluite nel secondo "La valle dell’innocenza" nella gigantesca struttura dello stabilimento industriale dove viene prodotto il sale più puro d’Italia.

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