Il Tirreno

Toscana

le regole per gli stranieri 

Chi arriva dall’estero deve denunciare l’indirizzo alla Regione

Chi arriva dall’estero deve denunciare l’indirizzo alla Regione

Rossi annuncia accordo con Polaria e Toscana aeroporti dopo i contagi individuati su 4 voli diversi atterrati da Tirana

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firenze. La preoccupazione nasce dai fatti degli ultimi giorni. Ieri, ad esempio, 5 passeggeri in arrivo da Tirana «con voli diversi» sono risultati positivi al Covid-19. Uno è andato a Firenze, 2 a Massa, 1 a Cascina, 1 a Pomarance. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, non ci pensa su un momento: striglia il governo. «Deve prendere un provvedimento. Deve rafforzare i controlli di chi arriva da aree non Schengen». E anche da Paesi che non sono dell’Unione Europea. Siccome è da 10 giorni che sollecita (senza esito) il governo in questo senso ha deciso di agire per contro proprio: sottoscrive un accordo tutto toscano con Polaria (la polizia aeroportuale) e Toscana aeroporti, la società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze.

Che cosa prevede questo accordo? Semplice: quello che lo Stato (ancora) non fa. Prevede che, chiunque atterri in Toscana, abbia l’obbligo di dichiarare alla Regione (e non alla compagnia aerea con cui si imbarca) le ragioni del viaggio, la sua destinazione e la durata della sua permanenza nella territorio regionale. Questo consentirà alla Regione di renderlo “tracciabile” e controllabile.

La Toscana, comunque, si muove sempre all’interno di norme nazionali. In particolare - precisa il governatore Rossi, l’accordo (che dovrebbe essere formalizzato oggi) fa riferimento all’ordinanza del 9 luglio 2020 del governo che all’articolo 2 impone l’obbligo agli stranieri che vogliono entrare in Italia non solo di compilare un modulo con cui indicano il domicilio italiano ma si impegnano anche a sottoporsi a quarantena obbligatoria. «Il problema - osserva la Regione - è che questo obbligo al momento è in capo al “vettore”, di fatto alle compagnie aeree che imbarcano i passeggeri. Ma i controlli non vengono effettuati. Allora noi abbiamo deciso di organizzarci in modo autonomo, dal momento che in 4 voli provenienti da Tirana ci siamo trovati con vari viaggiatori positivi al virus. E solo grazie al loro comportamento virtuoso siamo riusciti a evitare focolai: infatti queste persone, appena arrivare ai rispettivi domicili, si sono autosegnalate alle Asl di riferimento e hanno segnalato di avere sintomi di possibile infezione». Così, con un’indagine «a ritroso» la Regione è riuscita a risalire alla provenienza e ai voli dai quali i passeggeri sono scesi. «E solo così abbiamo potuto attivare tutte le misure necessarie per evitare la diffusione del contagio, a cominciare dall’estensione del tampone anche ai familiari degli stranieri contagiati».

Con l’accordo che la Regione siglerà con Polaria e con Toscana aeroporti, verrà introdotto questo meccanismo: 1) i passeggeri comunicheranno all’ente il loro arrivo e domicilio; 2) la regione tramite Asl attiverà i controlli attraverso il dipartimento di Igiene e prevenzione; 3) procederà a tamponi e isolamento nel caso in cui rilevi contagi. «In parole povere - sintetizza la Regione - saremo sempre in grado di sapere dove si trovano sul nostro territorio gli stranieri arrivati in aereo». Il problema è che questa tracciabilità non puà essere garantita, ad esempio, per chi arriva dall’estero via nave (dalla stessa albania) e poi magari in Toscana via treno. «Questo, infatti, è un controllo che spetta allo Stato, al quale la Regione non si può sostituire, non ha i mezzi per farlo». Come difficilmente ha i mezzi per controllare, ad esempio, che venga rispettata un’altra regola dell’ordinanza del 9 luglio: chi atterra in Italia deve arrivare al proprio domicilio (quello della quarantena) con mezzi propri. Senza prendere taxi, né trenini, né bus. Ma quali siano i mezzi propri non è specificato. —



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