Toscana
Ordinavano sevizie a bimbi in diretta web, indagati due diciassettenni
I due, in base all'accusa, sarebbero riusciti ad accedere a siti nascosti nel deep web e qui assistevano a violenze sessuali e torture praticate in diretta da adulti su minori
A 17 anni hackeravano siti internet nascosti nel deep web e, pagando con criptovalute, vi accedevano per assistere a violenze sessuali e torture praticate in diretta da adulti su minori. Gli stessi spettatori interagivano con gli autori delle violenze, anche richiedendo sevizie sui corpi dei bambini. Lo ha scoperto un'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siena, coordinati da Antonio Sangermano, procuratore capo presso il tribunale per i Minori di Firenze.
Si tratta di uno sviluppo di precedenti indagini su una chat emersa nell'ottobre 2019 nella quale giovanissimi di tutta Italia diffondevano materiale pedopornografico, di stampo nazista e inneggiante all'Isis. Ora, dopo interrogatori e intercettazioni, i militari dell'Arma sono riusciti a risalire all'identità di due 17enni, un ragazzo e una ragazza, ex compagni di scuola, residenti in Piemonte.
Sono stati entrambi denunciati per pedopornografia e istigazione a delinquere. Le loro case sono state perquisite e sono stati sequestrati telefoni cellulari, personal computer, tablet, chiavette usb e memorie esterne. Le immagini che cercavano sono terribili e arrivavano fino alle amputazioni - secondo quanto ricostruito dai carabinieri -, sevizie sui bambini chieste dagli spettatori di video live ai quali si poteva assistere e interagire accedendo a pagamento in siti internet criptati. I luoghi segreti online, definiti 'red rooms' nelle conversazioni intercettate tra i due giovanissimi indagati, sarebbero situati "verosimilmente nel Sud Est asiatico".
L'hackeraggio sarebbe stato accertato per il ragazzo mentre la giovane sarebbe fortemente sospettata: la sua posizione però è ancora al vaglio degli inquirenti e si dovranno attendere gli accertamenti sul suo materiale informatico. Le investigazioni hanno comunque consentito di acclarare le modalità di accesso al deep web, dove vengono acquisite e poi fatte circolare le immagini "gore", con esecuzioni, omicidi, abusi: immagini raccapriccianti con pedopornografia ai danni di bambini di tutte le età.
Non è la prima volta che gli inquirenti della Toscana si imbattono in vicende simili. Appena la settimana scorsa a Lucca era stata "stroncata" una chat tra minorenni dove venivano diffusi materiali e video con violenze pedopornografiche, un'indagine che ha portato a 20 denunciati dopo l'esposto della madre di un giovane. Molto simile l'indagine scattata a Siena nel gennaio 2019 dopo la scoperta da parte di un genitore di "video pedopornografici di una violenza inaudita" nel cellulare del figlio. "The Shoah party" il nome della chat che ha portato ad ottobre alla denuncia di 25 minorenni in tutta Italia.
Proseguendo questo lavoro, gli investigatori nel corso dei mesi hanno poi individuato i due 17enni del Piemonte e li hanno indagati.
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