Gioco
No alle opere faraoniche «Il gigantismo ci ha fatto perdere tempo e lavoro»
Per Fattori (Toscana a Sinistra) il rilancio passa dal turismo ambientale lento e diffuso: borghi, piccoli musei, scavi archeologici, itinerari cicloturistici
Esistono due Toscane: una con infrastrutture ed economia lenta, sulla costa; una a doppia velocità, nella piana intorno a Firenze. Tema strategico per le elezioni Regionali. Sono intervenuti i candidati presidenti Eugenio Giani (centrosinistra) e Irene Galletti (M5s). Ora è il turno di Tommaso Fattori, candidato di Toscana a sinistra.
tommaso fattori
Le stime indicano una caduta del PIL a doppia cifra e la perdita di oltre 100.000 posti di lavoro in Toscana. La perdita è distribuita su tutto il territorio in maniera quasi uniforme, e colpirà sia la filiera turistica che quella industriale. Purtroppo c'è una sola velocità, negativa, che sta travolgendo tutto. Ma le soluzioni prospettate non sono adeguate.
La politica deve ora decidere come e per cosa spendere queste risorse e per questo mi permetto di prospettare altre soluzioni rispetto, ad esempio, all’alta velocità sulla costa. Servono immediatamente opere che mettano in sicurezza il territorio dal dissesto idrogeologico e che siano ad alta intensità di lavoro, altrimenti le alluvioni come quella del 2017 si moltiplicheranno.
Serve raddoppiare tutti i binari unici e fare manutenzione delle strade e dei ponti usati ogni giorno dai cittadini, che altrimenti crollano come è accaduto ad Albiano. Serve l’infrastrutturazione digitale dell’intera regione, in temi molto rapidi. Insomma, l’opposto delle mega opere inutili come il nuovo aeroporto di Firenze. In una situazione di grande crisi, un’ ulteriore grande opera come l’alta velocità sarebbe letale anche per i tempi infiniti e perché produce scarsissima occupazione senza risolvere nessuno dei vitali problemi di connessione regionale. Abbiamo invece bisogno subito di assunzioni pubbliche in settori chiave prevedendo la ristrutturazione di ospedali e presidi sanitari e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, riducendo anche il numero di alunni per classe.
Attenzione, in generale, all’ossessione delle grandi opere, molto novecentesca. Il futuro è nella rilocalizzazione delle produzioni e nel trasporto merci via mare e via ferro, non certo via autostrada. Pd e destra si sono attardati per anni dietro al folle progetto di autostrada Tirrenica senza voler percorrere la soluzione del potenziamento e della messa in sicurezza dell’Aurelia, pubblica e gratuita, facendoci perdere tempo e denaro. Insomma servono autostrade digitali e autostrade del mare, non autostrade d’asfalto.
Allo stesso modo si sono persi anni e soldi inseguendo il gigantismo della mega Darsena Europa, senza capire che serviva un progetto leggero, realizzabile a breve e con risorse non fantasmagoriche, per motivi di oggettiva sostenibilità economico-finanziaria, ambientale e di tempi. Infatti, più passano gli anni e più il porto di Livorno perde posizioni nel sistema nazionale, il che produce un danno non recuperabile.
In estate il Consiglio regionale ha approvato una proposta di Toscana a Sinistra che prevede la definizione di un piano speciale per la costa, le isole, le zone interne e montane: procedere subito con le bonifiche, stipulando anche per il SIN di Livorno e Collesalvetti un accordo di programma, riqualificazione e riconversione delle aree industriali costiere, riconoscimento anche di Massa Carrara come area di crisi complessa e rafforzamento del tessuto sanitario territoriale, a partire dalle isole. Si tratta anche di investire su un nuovo turismo ambientale, lento e diffuso, che abbia tanti centri di gravità: piccoli musei, scavi archeologici, pievi, borghi isolati, destinazioni minori ricche di storia, per non dire delle nostre riserve e parchi, dei boschi, dei cammini marini e montani, dei sentieri e degli itinerari cicloturistici. L’emergenza che stiamo vivendo, e le risorse da spendere, sono l’occasione per progettare una Toscana felice e più giusta, non il ritorno alla normalità pre-covid 19. —
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