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L'INTERVISTA

Biffoni: «I controlli a tappeto sono impossibili, serve che i cittadini collaborino»

Cesare Bonifazi
Biffoni: «I controlli a tappeto sono impossibili, serve che i cittadini collaborino»

Il sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni: non siamo onnipotenti, la scelta di riaprire non deve ricadere su di noi 

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Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, alza le mani: «I sindaci fanno quello che è in loro potere ma non possono essere ovunque in questa fase».

In che senso?

«Gli amministratori sono in contatto con le forze dell’ordine e con i prefetti. Tuttavia bisogna rendersi conto che la vita ordinaria post lockdown è ripresa».

Questo che significa?

«Che è ripresa anche l’attività delle forze dell’ordine contro i reati comuni: furti, rapine, spaccio, incidenti. In questo conteso ci si inseriscono anche i controlli per contenere il contagio nei centri storici e in tutte quelle zone che possono essere potenzialmente pericolose in termini di assembramenti»

Che cosa può essere fatto nei luoghi classici come strade, bar e discoteche?

«Per i locali la responsabilità è in capo ai titolai che devono sorvegliare sul comportamento dei clienti. Quello che noi sindaci possiamo fare è tutto il resto, tuttavia il cosiddetto “struscio” è difficilmente marcabile perché le persone si muovono ed è difficile stroncare i comportamenti sbagliati».

Invece sulle spiagge?

«Lì la situazione è ancora più complicata perché in Toscana abbiamo chilometri di spiagge che non possono essere controllabili. Penso alle spiagge libere o alle calette. È più facile la situazione negli stabilimenti balneari, che sono più strutturati. I concessionari sono in grado di gestire autonomamente le distanze e il rispetto delle regole nei luoghi comuni. Ma le spiagge libere non possiamo marcarle a uomo».

Non ci sono soluzioni?

«La sindaca di Castagneto Carducci ha avuto l’idea di piantare dei tubi dove mettere l’ombrellone in modo da distanziare le persone in maniera automatica. Ma non si può fare ovunque».

Vuol dire che i sindaci non sono in grado di gestire la situazione?

«No, non è questo il punto. Bisogna capire che se a livello di governo centrale viene deciso di riaprire, ci si deve assume la responsabilità della scelta e il rischio che questa porta. Non si può poi pensare di scaricare tutto sulle spalle dei sindaci che non hanno le forze per controllare tutti i luoghi, tutti i parchi, tutte le strade, i locali e i ristoranti. Questo significherebbe militarizzare l’intero territorio, sarebbe impensabile».

Quindi?

«I sindaci e le forze dell’ordine devono fare del loro meglio per controllare ma l’ingrediente fondamentale è la collaborazione e la responsabilità dei cittadini». —

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