Il Tirreno

Toscana

LA PANDEMIA

Millecinquecento letti di cure intermedie, la Toscana si prepara all'eventuale seconda ondata

Cesare Bonifazi
Stefania Saccardi
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Stefania Saccardi

Le misure adottate nella nostra regione per far fronte al virus in caso di una nuova ondata di infezione. Per vigilare sulla diffusione del virus coordinamento con enti e forze dell’ordine

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FIRENZE. Seconda ondata di contagi? La Regione è pronta. Nel caso in cui ci fosse una recidiva dell’epidemia nei prossimi mesi da Firenze assicurano che il sistema sanitario ha imparato a reagire all’emergenza e reggerà. L’allarme nasce dal professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo, ordinario di Igiene all’università di Pisa, che avverte come i comportamenti “leggeri” di questi giorni fatti di movida senza protezioni, party con centinaia di persone e assembramenti possano essere la causa di un aumento di positivi al Covid.

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«Quando tutto è iniziato nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo e possiamo dire che siamo stati colti di sorpresa – dice l’assessora regionale alla Sanità Stefania Saccardi – nel caso che si ritorni a una situazione critica, è necessario fare tesoro dell’esperienza che abbiamo dovuto acquisire in questi mesi. È bene ricordare che non siamo usciti dalla pandemia ed è necessario essere pronti a rimettere in funzione tutte quelle misure che avevamo studiato per far fronte all’emergenza».

Come un copione già scritto, il protocollo è pronto, non definitivamente messo in stand by e tuttavia perfezionabile. È vero infatti che le persone attualmente ricoverate nei posti letto dei nostri ospedali, i cosiddetti letti Covid, sono 10 in tutta la Toscana, di cui due soltanto in terapia intensiva. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 4 nuovi casi, 3 decessi e 25 guariti. Numeri che non spaventano ma che, gli esperti dicono, possono aumentare.

«Il nostro sistema si basa sulle tre T: testare, tracciare e trattare – spiega l’assessora Saccardi – questo significa che la campagna di tamponi continua, a questo si aggiunge la campagna di test sierologici». Al momento i tamponi eseguiti in Toscana hanno raggiunto quota 375.745; di questi sono risultati positivi 10.330.

«C’è poi la fase del tracciamento e trattamento in cui ricostruiamo i collegamenti della persona infettata - continua Saccardi - c’è da evidenziare che il 30% dei contagi avvengono all’interno del nucleo familiare. Al riscontro positivo del sierologico viene fatto il tampone. Le persone che risultano positive vengono curate a casa o trasportate in un ospedale sanitario. Stiamo lavorando a 1500 posti per le terapie intermedie in modo che i pazienti possano uscire presto dagli ospedali. Ci vuole tempo perché si tratta di posti letto sanitari».

Il sistema toscano è riuscito a basare la risposta al Covid su tre pilastri: l’implementazione dei posti letto nelle terapie intensive, gli alberghi sanitari e le assunzioni emergenziali del personale medico. Capitolo che si chiuderà nei mesi a venire. Entro il 31 dicembre 2022, medici specializzandi del terzo anno in poi, una volta idonei e collocati nelle graduatorie, potranno essere assunti a tempo determinato dalle aziende e dagli enti del servizio sanitario, e accedere a un contratto a tempo indeterminato, dopo avere conseguito il titolo di specializzazione.

Ma il tema che attanaglia però è il qui e l’ora. La risposta che viene data da parte degli enti e delle forze dell’ordine pare debole rispetto al dilagare di comportamenti sbagliati e noncuranti delle regole sulle protezioni.

«Abbiamo coinvolto tutti i soggetti affinché vengano fatti i controlli. Abbiamo distribuito migliaia di mascherine. Non possiamo stare con il fucile spianato per controllare. Stiamo facendo il possibile anche sulla prevenzione», conclude Saccardi. —

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