Il Tirreno

Toscana

la guerra giudiziaria  

E Mobit diffida la neo dirigente: non firmare o ne risponderai

Samuele Bartolini

Obiettivo: fermare la stipula del contratto tra Regione e Autolinee Toscane Grazzini: c’è un disegno per dare il servizio ai francesi?

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firenze

Gara dei bus regionali: è guerra giudiziaria infinita. E senza esclusione di colpi. La società Mobit (che riunisce tutte le aziende toscane del trasporto pubblico) e le sue consorziate Cap e Copit presentano una diffida nei confronti di Francesca Barucci, funzionaria della Regione Toscana, responsabile unica del procedimento (Rup) della gara Tpl affinché non proceda alla stipula del contratto fra Regione e Autolinee Toscane (AT), società fiorentina controllata dal colosso francese Rapt.

Autolinee toscane risulta la vincitrice della gara da 4 miliardi per la gestione del trasporto pubblico in Toscana nei prossimi 11 anni a partire (forse) da agosto. Ma Mobit diffida la funzionaria, che dal 17 giugno ha l’incarico di seguire anche il trasporto pubblico locale, di firmare atti che consentano la stipula del contratto. Scrive Mobit in una nota: «L’estromissione degli attuali gestori (One scarl, il consorzio che si è costituito con le società di Mobit da quando è scaduto il contratto ponte e si procede con atti d’obbligo per la gestione del servizio che la Regione impone alle aziende toscane) realizzerebbe l'obiettivo illecito da altri perseguito, assicurando a costoro il profitto dei reati già commessi». Insomma Mobit/One scarl diffida la rup Barucci a non firmare atti che consentano la stipula del contratto fra Regione e Autolinee toscane per evitare di compiere un illecito se fosse dimostrata la presenza di reati commessi nella gara.

Francesca Barucci è diventata rup dopo le dimissioni di Riccardo Buffoni, ex dirigente dell'assessorato regionale ai trasporti, indagato dalla procura di Firenze. Mobit, inoltre dicora di aver «dato mandato ai propri legali di presentare esposti alla procura e alla procura presso la Corte dei Conti per reagire a nuovi ed ennesimi atti adottati in favore di Autolinee Toscane/Ratp, tali da aumentare considerevolmente il prezzo di aggiudicazione, con aggravio di almeno 100 milioni per l'erario pubblico e in contrasto con le norme di gara. La circostanza – continua la nota - è ancor più grave se si considera che l'offerta di Mobit già valutata sotto il profilo tecnico, oggi è anche economicamente più conveniente». Quindi Mobit presenta esposti perché, a suo dire, sarebbero stati adottati atti in favore di AT per aumentare di minimo 100 milioni il prezzo di aggiudicazione della gara. E Luciano Grazzini, responsabile audit Busitalia (Ferrovie), ha un sospetto: «Curioso che Autolinee Toscane sia uscita dal protocollo d'intenti firmato con tutte le società toscane di trasporto nel 2011 e ora sia diventata concorrente di Mobit nella gara. C'è un disegno per assegnare i bus e il servizio ad Autolinee Toscane?». Una domanda che è più un sospetto. Ma taglia corto la consigliera regionale della Lega Elisa Montemagni: «L'aggiudicazione della gara va sospesa». —

Samuele Bartolini

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