Il Tirreno

Toscana

Il Maggio nel segno di Zubin Mehta. E Muti compirà 80 anni sul palco

Gabriele Rizza
Zubin Mehta sul palco fiorentino (foto di Simone Donati)
◗
Zubin Mehta sul palco fiorentino (foto di Simone Donati)

Il maestro garantirà 32 serate, tra concerti sinfonici e opere. Nel cartellone 2021 i grandi della lirica e la prima volta di Levine, leggendario direttore del Metropolitan

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Al di là delle inquietudini legate a una situazione sanitaria ancora in divenire e sulla quale è impossibile fare previsioni («ho l'impressione che il turismo cominci a riprendersi e in ogni caso con 600 posti a disposizione il teatro può restare aperto» assicura il sovrintendente Pereira) sono molte le incertezze che gravano sul futuro del Maggio musicale. Accantonata l'annosa questione del debito strutturale pari a 56 milioni, l'elenco comprende, fra le più urgenti, il completamento dell'auditorium («abbiamo costituito un gruppo di lavoro a tal fine» rassicura il sindaco Nardella), il rapporto con la città e il suo pubblico sempre un po' conflittuale, la biglietteria che poco incide alla voce entrate, l'irrisolto capitolo sponsor sul cui arrivo Pereira comunque scommette («nella mia carriera ho trovato 350 milioni di contributi privati»), fino alla nomina del nuovo direttore musicale, forse la più complessa ma al momento la meno pressante.

Perchè il Maggio ha una certezza: Zubin Mehta. Il maestro che stasera conclude la serie di sei concerti in formato ridotto (sala per soli 200 spettatori), da qui a luglio 2021, garantisce 32 serate, fra concerti sinfonici (ciclo Beethoven e ciclo Schubert più Seconda scuola viennese e avvio ciclo Brahms) e opere liriche: due in stagione (“Otello” di Verdi e “Così fan tutte” di Mozart) e una al festival (Verdi, “La forza del destino”, regia della Fura dels Baus). Come dire il futuro può attendere: «Noi abbiamo Zubin e tanto basta». Non finisce qui. Il 30 e 31 agosto lo troviamo in piazza della Signoria a dirigere il Requiem di Verdi nel concerto in memoria delle vittime del Coronavirus e in ottobre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per festeggiare con l'esecuzione della “Creazione” di Haydn i suoi primi 50 anni con l'Orchestra del Maggio.

A proposito di ricorrenze Riccardo Muti compirà 80 anni il 28 luglio al Maggio 2021 sul podio del “Don Giovanni” di Mozart (regia della figlia Chiara), fra gli eventi più attesi del festival, dove alla testa dei Wiener Philharmoniker eseguirà pagine di Brahms, Mendelssohn, Schubert. «Vogliamo risvegliare la grande tradizione di questo festival», ribadisce Pereira. Che in effetti snocciola un cartellone di prim'ordine, che si apre il 24 aprile con “Adriana Lecouvrer” di Cilea, protagonista al debutto nel ruolo del titolo Maria Josè Siri, regia Jurgen Flimm e un direttore ancora da individuare, e liricamente prosegue con “Jeanne d'Arc” di Fabio Vacchi, “Il ritorno di Ulisse in patria” di Monteverdi diretto da Ottavio Dantone, regia Robert Carsen, la rarità “Siberia” di Giordano che sbarca per la prima volta al Maggio nel nuovo allestimento firmato da Roberto Andò, sul podio Gianandrea Noseda, e i già ricordati “Forza del destino” e “Don Giovanni”. Risuonano poi fra i protagonisti i nomi di Anna Netrebko, Edita Gruberova, Daniele Gatti, Peter Zimmermann, Myung-Whun Chung, Maurizio Pollini. In attesa del festival, fra “Rinaldo” di Haendel diretto da Sardelli, la regia di Pierluigi Pizzi a settembre e la presenza a ottobre di Placido Domingo come “Nabucco” diretto da Paolo Carignani, regia Leo Muscato, spicca per la prima volta a Firenze James Levine, leggendario direttore statunitense per 40 anni alla guida del Metropolitan di New York, che fra l'11 e il 16 gennaio dirige l'Orchestra del Maggio in “La damnation de Faust” di Berlioz, “Requiem” di Brahms e tre sinfonie di Mozart.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa