Il dolore
«Dal 2011 un accordo per escludere Mobit dalla gara miliardaria»
Il consorzio delle aziende toscane accusa la Regione che replica con un esposto alla Procura di Firenze
firenze
«Fin dal 2011 si era formato un accordo segreto e occulto per far partecipare Autolinee Toscane ed estromettere Mobit dalla gara (miliardaria) del trasporto pubblico locale». L'accusa è un missile terra-aria sparato sulla Regione. Lo lancia Mobit, il consorzio fra le aziende toscane che hanno perso l’appalto da 4 miliardi per gestire per 11 anni il servizio di trasporto pubblico locale in Toscana. La gara regionale - un gestore unico in tutta la Toscana ( appalto senza precedenti in Italia) - è stata vinta da Autolinee Toscane, società fiorentina controllata dal colosso francese dei traporti, Rapt. Da quando questo è successo, si è aperta una guerra che si combatte in tribunale. Prima a livello amministrativo. Ora anche penale. Infatti, la Regione risponde a queste accuse con l’annuncio di un esposto alla Procura. Che tanto già indaga su questa gara per turbativa d’asta.
Il Tirreno ha chiesto a Mobit di fornire i documenti che dimostrano l’esistenza di un (presupposto) complotto ai danni delle aziende toscane dei trasporti. Mobit, però, rimanda: «Le forniremo in una conferenza stampa» è la posizione del direttore del consorzio. Tuttavia, in una nota ufficiale chiarisce: «Abbiamo ottenuto copia della parte degli atti di indagine già consegnata alla difesa degli indagati. Con sconcerto, e con indignazione, Mobit ha appreso che, fino dal 2011, si era formato un accordo segreto e occulto, diretto a far partecipare Autolinee Toscane/Ratp alla gara che stava per aprirsi ed altresì diretto, con la vittoria di questa, ad estromettere dal mercato le società pubbliche di trasporto locale oggi riunite in Mobit». Il consorzio parla di un accordo occulto ai danni delle imprese toscane. E aggiunge nella nota: «Questa società ha altresì appreso che nei confronti degli atti fondamentali della gara (la valutazione dei piani economico-finanziari dei due concorrenti ed il decreto finale di aggiudicazione ad Autolinee Toscane/Ratp) sussistono gravi indizi, se non certezze, di turbativa d’asta e di falso in atto pubblico: il tutto, come scrive la procura (di Firenze), è incastonato in un più ampio contesto di numerosi atti di turbativa e di favoritismo adottati nell’interesse del gruppo francese». Inoltre Mobit dice di aver saputo che turbativa d'asta e falso in atto pubblico nello svolgimento della gara tpl sono quasi certezze, ovviamente a suo danno. Accuse pesantissime che vengono sparate direttamente sulla Regione. Che ricorda di aver vinto ogni contenzioso davanti ai tribunali amministrativi riguardo alla gara del trasporto pubblico. E di essere in attesa di affidare il servizio in agosto. In pendenza di una ulteriore decisione (di merito) del Consiglio di Stato fissata per l’8 ottobre.
Nell’attesa, però, la Regione non sta immobile. Di fronte alle ultime accuse di “accordo” - si legge in una nota - visto «l’atteggiamento gravemente diffamatorio e alla luce delle illazioni e del clima intimidatorio che il consorzio Mobit sta creando e diffondendo con il chiaro obiettivo di impedire l’attuazione delle sentenze del Consiglio di Stato in relazione alla gara regionale per l’individuazione del gestore del servizio di trasporto pubblico su gomma, ha presentato un esposto alla procura». Un’altra denuncia. Non solo. «La Regione - prosegue la nota - si riserva di adottare ogni ulteriore misura necessaria per garantire la tutela dell’interesse pubblico, traducibile nell’interesse dei cittadini ad avere nei tempi più brevi possibili l’attuazione di quanto previsto dal bando di gara in termini di qualità del servizio».
Raggiunto per un commento, il presidente della Regione Enrico Rossi dice: «Siamo di una serenità olimpica». Ma l'assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli è un po’ più secco: a questo punto «parlano gli avvocati». —
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