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Maremma che sorpresa, la paura da virus lì (quasi) non esiste: vuoto 1 ombrellone su 10

Mario Neri
Maremma che sorpresa, la paura da virus lì (quasi) non esiste: vuoto 1 ombrellone su 10

Report dei balneari di Confcommercio: la Toscana è la regione che perde meno in Italia. Disastro Versilia: -50% di turisti

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firenze

A un capo della regione le rotte del contagio hanno cancellato quelle del turismo, all’altro sembrano averlo reso l’unica via di fuga dal virus. Da una parte lo spettro di Covid ha desertificato le spiagge, dall’altra le ha trasformate nell’immagine di un’oasi incontaminata. Così, se in Maremma madonna che mare, in Versilia ci si sente annegare.

A giudicare dall’indagine appena elaborata dal Sindacato dei balneari di Confcommercio sulle presenze sotto l’ombrellone, esiste una Toscana e due velocità anche sulla costa. Quella al sud, che incredibilmente sembra non aver accusato (o quasi) la crisi da coronavirus, e quella a nord invece sull’orlo di un baratro economico mai conosciuto nella storia gloriosa di una delle mete più ambite dai vacanzieri. Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi accusato il crollo più forte di tutta la regione: -50%. L’emergenza sembra invece aver solo sfiorato la provincia di Grosseto, dove, rispetto all’anno scorso, resta vuoto solo 1 ombrellone su 10. E quasi solo nei giorni infrasettimanali. Un dato che fa della Toscana la regione d’Italia che meno ha sofferto il calo di presenze al mare.

Il dossier della Sib riporta i dati sulle presenze relative a giugno, confrontandoli con quelli dello stesso periodo del 2019. Risultato: da noi sulle spiagge manca il 30% dei bagnanti. Una buona notizia se si considera che in altre zone d’Italia i numeri sono la fotografia di disastro: le perdite più gravi in Sardegna (-80%), nel Lazio e in Molise (-75%) e in Campania e Basilicata (-70%), poi in Friuli Venezia Giulia (-65%) e Sicilia (-60%), Calabria (-55%), Veneto e Abruzzo (-50%). Giù del 45% in Liguria e Marche, del 40% in Emilia-Romagna e Puglia.

«Da noi dipende molto dal tipo di ricettività – dice Stefania Frandi, presidente toscana della Sib – Ci sono zone abituate a fare molto affidamento sui residenti, come Carrara, altre invece in cui la componente dei turisti stranieri o in arrivo da altre regioni è determinante. Ma i dati sono in crescita. Negli ultimi giorni di giugno sono cominciate ad arrivare più prenotazioni, e se regge il clima di fiducia e i contagi continuano a calare, luglio e agosto potrebbero andare meglio». Certo, la costa per ora sembra aver subito l’effetto della pandemia anche proprio nella misura in cui il contagio si è mosso in regione: così Massa Carrara perde il 30%, la Versilia il 50% (ma va giù del 70-80% nei giorni infrasettimanali), Pisa un 20-25%, in provincia di Livorno i balneari accusano perdite comprese del 20-30%, ma con picchi fino a -70% durante la settimana. Tutt’altra storia in Maremma: vanno bene Feniglia e Argentario, poi Punta Ala e Marina di Grosseto, in linea con l’anno scorso Follonica, la Principina e Castiglione.

«E vero – dice Filippo Maretti, titolare del bagno Moreno a Marina di Grosseto – Il motivo? La natura incontaminata. Se è vero che la Maremma accusa un gap infrastrutturale rispetto al resto della Toscana, per paradosso adesso se ne avvantaggia. Qui il virus ha colpito meno e chi viene si sente sicuro, lontano dal caos e dai pericoli. Sa di avere anche delle alternative al mare. La gran parte dei toscani che abita nel centro della regione sta scegliendo noi».

Il Forte invece registra la prima estate senza rubli. «E per fortuna gli ultimi giorni del mese e questo inizio di luglio ci lasciano ben sperare. Ma se le perdite sono così pensanti – dice Martino Barberi, presidente dei balneari locali – è perché almeno il 35% della nostra clientela è costituito da stranieri. E non mancano solo i russi, ma anche gli americani, gli arabi, i sudamericani». L’Italia, nell’immaginario globale, è uno dei paesi più a rischio. «Ma a dire la verità pensavamo andasse anche peggio, e che dovessimo scontare l’assenza di un crollo peggiore dei villeggianti provenienti da altre regioni. Invece per luglio e agosto abbiamo segnali incoraggianti». Anzi, la Versilia starebbe assistendo a un ricorso della storia.

«Alcune famiglie che negli ultimi anni ci riservavano una toccata e fuga, la eleggeranno di nuovo come luogo di villeggiatura, dove passare l’estate». Esatto, i milanesi che avevano cominciato a snobbarla, magari perché un po’ troppo ripiegata su se stessa, sugli antichi bagliori e l’eterno ricordo degli anni ruggenti, la stanno riscoprendo. Seppure ruvida, è stata tutto sommato accogliente, anche quando nelle seconde case si rifugiava chi fugiva dalle zone rosse. Con buona pace dei teorici del sentimento anti-lombardo sviluppato durante l’emergenza da Covid.



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