Attenzione
Tre figli e un mutuo Ecco il dipendente licenziato dall’Asl
firenze
«Sta molto male. Ha una famiglia con tre figli e un mutuo della casa da pagare. Ma non è lui. L’Asl Toscana Centro ha licenziato la persona sbagliata». Parla Fausto Benigni. È l'avvocato del delegato sindacale Fp Cisl e operatore sanitario dell'ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli a Firenze. L’ Asl Toscana Centro lo ha licenziato. Lo accusa di aver rilasciato dichiarazioni lesive dell'immagine dell’azienda sanitaria al Tg2. In un’intervista si vede - più che altro si ascolta - una persona che denuncia l’azienda sanitaria di non aver risposto con efficienza all’emergenza sanitaria causata dalla pandemia. Ma l'avvocato Benigni, che è anche il legale di tutte le vicende della Funzione Pubblica per la Cisl su Firenze e Prato, lo ribadisce con fermezza: non sarebbe il suo assistito la persona che ha rilasciato le dichiarazioni al Tg2. La Asl, dunque, avrebbe preso un “granchio”. Avrebbe commesso un errore. Che, però, costa il posto di lavoro a una persona.
Dunque l'intervistato dalla Rai sarebbe un'altra persona. In forza di questa certezza lunedì scorso l'avvocato Benigni ha presentato un ricorso d'urgenza al tribunale di Firenze per il reintegro del delegato Fp Cisl. I tempi del ricorso nessuno li conosce, nel senso che è difficile capire quando il tribunale si pronuncerà su questo procedimento.
Infatti, al momento il caso non ha un giudice, glielo devono assegnare, e potrebbero passare giorni come mesi per la conclusione del ricorso. La vicenda è nota anche perché ha suscitato un vespaio politico. Soprattutto è oggetto di attacchi del centrodestra contro la gestione della sanità da parte del centrosinistra.
Il 17 aprile un dipendente dell’ospedale Torregalli di Firenze viene intervistato dal Tg2 sull'organizzazione del lavoro in quell'ospedale. È piena emergenza sanitaria da coronavirus. L’infezione sta mietendo vittime a tutto spiano in tutta Italia e non risparmia la Toscana. L'operatore dice al Tg2 che le corsie Covid e quelle no-Covid non sono separate al Torregalli, dunque il rischio contagio sarebbe molto alto. Ma l'operatore non è riconoscibile. Tanto che si ritiene che a parlare sia un infermiere.
L’uomo è a sedere sulla panchina di un giardino, è incappucciato e gli hanno distorto la voce elettronicamente per non farlo riconoscere. L’Asl Toscana centro, però, licenzia il delegato sindacale Fp Cisl in servizio al Torregalli. L'azienda dice che è lui ad aver rilasciato l'intervista perché lo ha individuato tramite una perizia. L'avvocato Benigni non contesta la perizia ma l'interpretazione che ne dà la Asl: «La perizia sulla voce e sull’intervista dice che è ipotizzabile che la persona intervistata sia il mio assistito e non va oltre. Rimane nel campo delle ipotesi. Ma l'azienda ha deciso di licenziarlo lo stesso». Una decisione che l'avvocato ritiene quantomeno azzardata. Continua: «È agli atti l'intervista del Tg2 con una precedente del mio assistito. Non ci pare proprio che si possa affermare con certezza che l'identità dell'intervistato Rai sia la stessa del mio assistito». L'avvocato Benigni specifica anche: «Ciò che viene sostenuto nell'intervista sono esternazioni sull'organizzazione del lavoro all'interno del presidio ospedaliero. E, se rilasciate da un sindacalista, oltretutto sono dichiarazioni legittime. Lo dice il regolamento della Asl in base allo Statuto dei lavoratori». Quindi, se le avesse volute rilasciare il suo assistito non avrebbe avuto motivo di nascondersi perché non avrebe dovuto nascondersi, essendo il suo diritto di critica tutelato dallo Statuto dei lavoratori. Perciò l’avvocato conclude: «Nel 2020 si celebrano i 50 anni dello Statuto dei lavoratori ma con questa decisione l’Asl invece di celebrarlo gli fa il funerale». —
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