La manifestazione
Don Biancalani minacciato con un coltello dal migrante
Dopo il caso della droga in confessionale, si alza di nuovo la tensione a Vicofaro E la parrocchia di Pistoia diventa un terreno di scontro fra Lega e la sinistra
PISTOIA
Il sacerdote diventato simbolo in tutta Italia dell’accoglienza ai migranti ieri è stato minacciato con il coltello in mano da uno dei suoi “ragazzi”, un nigeriano di 23 anni, che a tutti i costi voleva 50 euro. L’incidente si è poi risolto senza che nessuno si facesse male e il giovane è stato arrestato grazie anche alla collaborazione degli altri migranti.
Ma per Vicofaro, la parrocchia pistoiese dove da anni il parroco, don Massimo Biancalani, accoglie tutti i migranti che bussano alle porte della sua canonica, quella di ieri è stata un’altra giornata movimentata. Come qualche giorno fa, quando un altro dei circa duecento giovani accolti in parrocchia è stato scoperto con delle dosi di eroina da spacciare. E nel confessionale della chiesa, di cui aveva sottratto la chiave, teneva un cellulare rubato e un tablet avuto in pagamento per alcune dosi.
Inevitabile che l’episodio riaccendesse le polemiche sul tipo di accoglienza praticata da don Massimo. Si è subito rifatto vivo un vecchio nemico del sacerdote pistoiese, Matteo Salvini, alla cui voce si è unita quella della candidata presidente della Toscana Susanna Ceccardi. «Biancalani è riuscito nell’impresa di trasformare un luogo di culto in centro di spaccio», ha scritto la Ceccardi, andando di molto oltre alle notizie di cronaca. Don Biancalani ha risposto annunciando querele.
Ieri, poi, ha preso la parola Tommaso Fattori, a sua volta candidato presidente per Sì Toscana a Sinistra, solidarizzando con il sacerdote pistoiese e denunciando il razzismo e le strumentalizzazioni del duo leghista.
Insomma, Vicofaro pare proprio destinata a diventare il centro di questa fase dello scontro politico in Toscana tra gli opposti schieramenti che si giocano la poltrona di governatore. Domani Fattori ha annunciato che sarà personalmente a Vicofaro.
La Ceccardi, come ha spiegato una consigliera comunale locale, non sarà da meno: anche lei verrà presto a Pistoia. Non per parlare con don Massimo, ovviamente, ma per ascoltare le proteste di quella fetta di popolazione che vive attorno alla parrocchia e che è ormai stanca dell’esuberanza dei ragazzi di don Massimo, ma anche delle serate illuminate dalle luci di polizia e carabinieri. Anche se, a ben guardare, di episodi di violenza degli ospiti migranti nei confronti della gente del posto non ci sono notizie.
Intanto, però, chi volesse farsi un’idea di questa vicenda, che oltrepassa di parecchio i confini di Pistoia, può recarsi in libreria: da oggi è in vendita “Disobbedisco e accolgo”, il libro scritto da don Massimo con Mimma Cigliano e pubblicato dalle Edizioni Paoline proprio per raccontare in diretta l’esperienza di accoglienza e di incontro che si vive a Vicofaro. Don Biancalani, evidentemente anche lui un po’ stanco delle polemiche, confessa di aver avuto qualche esitazione a scriverlo.
Ma di aver poi accolto la proposta delle Paoline proprio per «contribuire a far vedere il fenomeno dell’immigrazione da un’altra prospettiva, quella di un’accoglienza totale, quella di un “ospedale da campo” – ricordando le parole di papa Francesco – rifugio per una moltitudine abbandonata e scartata. E forse sarò un po’ ambizioso, ma spero che queste pagine spargano un po’ di semi di umanità. Oggi più che mai ne abbiamo bisogno».
A scrivere la prefazione, uno dei tanti che in questi anni è venuto a Vicofaro a documentare l’accoglienza di don Massimo: il giornalista Diego “Zoro” Bianchi, conduttore di “Propaganda Live” su La7. —
Fabio calamati
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